Nascite: l’Abruzzo in coda alla classifica

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1094

ABRUZZO. I dati Istat ci presentano una nazione che vede un aumento delle nascite dopo tanti anni di trend negativo, ma che combatte ancora con le differenze regionali e vede l’emergere di nuovi attori sociali e nuove tendenze di vita famigliare.

ABRUZZO. I dati Istat ci presentano una nazione che vede un aumento delle nascite dopo tanti anni di trend negativo, ma che combatte ancora con le differenze regionali e vede l'emergere di nuovi attori sociali e nuove tendenze di vita famigliare.



LE TENDENZE NAZIONALI
Nel 1995 l'Italia toccò il minimo storico di numero di figli per donna, attestandosi all'1,19 figli per donna.
Nel 2005 invece, dopo anni di trend negativi, si è arrivati ad una media dell'1,34, il livello più alto registrato negli ultimi quindici anni nel paese.
Il punto interessante di questi dati, che emergono dalle statistiche Istat relative all'Italia del 2005, è che c'è un riavvicinamento delle zone del paese, che convergono verso un risultato simile (soprattutto Mezzogiorno e Centro-Nord).
Il recupero dello scorso anno è infatti dovuto alle regioni del centro e del nord, trainati dal Trentino-Alto Adige (1,54, facilitato anche però dalle politiche provinciali e regionali che, grazie all'autonomia amministrativa, prevedono incentivi e strutture di sostegno nettamente migliori). Nel sud invece ancora una volta troneggiano la Campania (1,48) e la Sicilia (1,43), che trascinano l'intera zona, compreso il fanalino di coda Sardegna (1,07).
Il totale italiano dei matrimoni si attesta intorno alle duecentocinquanta mila unità, con il tasso di nuzialità fermo al 4,3 per mille. Qui le tendenze macroregionali si fanno sentire di più, oscillando dal 3,8 per mille del nord al 4,8 per mille del mezzogiorno (il centro si attesta al 4,6). In totale, l'85% delle nascite avviene ancora all'interno del matrimonio. Risultano comunque in aumento i bimbi nati fuori dal matrimonio e quelli nati da genitori stranieri: sostanziali indici di una tendenza nuova nel modo di concepire la coppia. Le nascite da genitori entrambi stranieri si attestano su una percentuale più che significativa: 8,7%, soprattutto nelle regioni del nord.

IL CONTRIBUTO DELL'ABRUZZO
Per quanto riguarda il rapporto figli per donna, la nostra regione non presenta un ottimo risultato: si attesta infatti tra le posizioni di coda, poco sotto l'1,25. Tra le regioni del centro sud peggio di noi solo la già citata Sardegna, il Molise e la Basilicata; al nord, la Liguria e il Friuli.
Anche la percentuale di nati da ambo i genitori stranieri, pur se in crescita (nel 1995 era all'1,4), si attesta sotto la media nazionale, ad un 5,2, comunque dato più alto di parecchie altre realtà (es. Puglia 1,9 nonostante sia terra di forte impatto migratorio, o Campania 1,5).
Le cosiddette “nascite naturali” invece si attestano nella nostra regione intorno all'8,9, in netta salita rispetto ai dati del 1995 (che indicavano un 4,1, ma comunque ancora una volta sotto la media nazionale -14,9 - o i picchi regionali).
Ancora una volta si può parlare non di Italia, ma di diverse “Italie” a seconda della zona: le differenze territoriali e regionali, seppur in fase di appiattimento, risultano ancora abbastanza sensibili. Dinamiche che in un modo o in un altro sono accentuate sensibilmente dall'affermarsi di questi nuovi modelli familiari sopra citati (nascite naturali) e dall'emergere di nuovi attori sociali di impatto (famiglie straniere).

Ernesto Valerio 29/05/2006 13.11