Del Turco prende a cuore i problemi di un precario e gli trova il lavoro

Alessandro Biancardi

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Del Turco prende a cuore i problemi di un precario e gli trova il lavoro
L’AQUILA. Quando l’amicizia va oltre… Una bella storia di disagio che ha un lieto fine solo grazie alla cura di un gruppo di persone particolarmente sensibili. Un lavoro nuovo di zecca e la fine dei problemi economici per arrivare a fine mese: 100.000 euro l’anno. Ma i Mecenate hanno voluto strafare e visto che il posto proprio non c’era l’hanno voluto creare insieme ad un ufficio nuovo di zecca nella Regione. Una nuova figura nell’organico, una nuova figuraccia per Del Turco & Co.   L'ABRUZZO CHE RIPARTE... IN QUARTA   6000 EURO AL MESE   FOTOGRAFI E VIGNETTISTI
Un incarico per sistemare una persona di “fiducia”, una modifica a leggi e regolamenti per rendere possibile “la pratica”.
Storia già sentita e risentita che ha visto come protagonista il Mecenate Ottaviano Del Turco e quello che ormai tutti definiscono il suo “pupillo” Lamberto Quarta, compagno di partito (lo Sdi).
Ma al tempo stesso questa è anche una storia nuova anche se poco originale e con un copione molto simile al precedente.
Ma sta succedendo ancora una volta. Anche i protagonisti sono gli stessi, così come è uguale lo sconcerto di una minoranza “impotente”, perché in inferiorità numerica.

I PRECEDENTI



Ottaviano Del Turco il 4 aprile del 2005 vince le elezioni regionali con lo slogan “l'Abruzzo cambia”.
A meno di 30 giorni, esattamente il 10 maggio 2005, promuove con una delibera «un responsabile per l'attuazione del programma». Viene scelto Lamberto Quarta a cui vanno 5.000 euro lordi al mese.
Si direbbe cambiano le facce ma non il metodo (lo stesso che ha affossato l'Abruzzo e l'Italia da sempre).
Successivamente a Quarta viene affidato un incarico come “consulente a progetto” e rispettivo adeguamento economico: compenso lordo pari a circa € 6700 al mese ovvero € 80.000 all'anno.
Alla vigilia delle elezioni politiche dello scorso aprile è stato lo stesso Quarta ad autosospendersi, per candidarsi nelle fila della Rosa nel pugno al Parlamento.
Le elezioni vanno male, Quarta non viene eletto.
La grana si ripresenta: e bisogna sistemarlo nuovamente.
Ma sono in molti a comprendere le brutte acque in cui si trova il precario Quarta, sempre in cerca di una occupazione stabile, bussando alle porte degli amici che tuttavia non possono che offrirgli impieghi precari, collaborazioni di vario genere. Ottimamente pagate, sì in effetti una vera stranezza per un precario, anche se illustre.
Il 20 aprile si sparge la voce di un emendamento, proposto dal Gruppo Consiliare dello Sdi, in cui si proporrebbe l'istituzione di nuove figure: due sottosegretari.
La minoranza ne vuole sapere qualcosa in più, chiede le carte e il 21 aprile scopre che questi emendamenti sono stati improvvisamente ritirati dai proponenti stessi.
«Probabilmente non erano convinti di cosa stavano per fare e volevano sistemare ancor meglio la situazione», commenta Fabrizio Di Stefano, consigliere di An che insieme a Alfredo Castiglione si sta battendo aspramente contro quello che oggi viene chiamato “Quartagate”.
Ritirato quell'emendamento mai visto ne compare però un altro, votato e approvato lo scorso 23 maggio in prima commissione.


IL NUOVO EMENDAMENTO
(scarica il file in pdf)


Proposto dal gruppo consiliare Sdi figura come «disposizioni per l'organizzazione e per il funzionamento delle strutture amministrative di supporto agli organi e piani della giunta regionale».
Leggendo il documento si scopre che è stato “inventato” di sana pianta un nuovo ufficio denominato di “Diretta Collaborazione” che lavorerà a stretto contatto con il presidente della giunta regionale.
«Questo nuovo ufficio», spiega Fabrizio di Stefano «non esiste. Adesso ci sono unicamente il Gabinetto della presidenza e la Segreteria del presidente».
Questo nuovo ufficio non solo arriva prepotentemente ma andrà a collocarsi proprio sopra ai due uffici precedenti.

A chi sarà dato il compito di responsabile dell'ufficio? Il nome di Quarta, ovviamente, non compare minimamente, come è giusto che sia, ma gli indizi, secondo Di Stefano e Castiglione, che tutto possa essere ricondotto a lui sono palesi.

«Basta leggere l'articolo 4 dell'emendamento», sottolinea Di Stefano. «E' un chiaro segnale di chi sarà il beneficiario di questa ennesima legge ad personam».
Si stabilisce, infatti, che i responsabili non debbano avere nessuna qualifica se non precedenti esperienze professionali «adeguate alla funzione da svolgere». Così come è evidente che non verranno stabiliti concorsi interni per l'assegnazione dei posti e che non siano richiesti particolari requisiti. «Non c'è nessuno sbarramento nemmeno per chi non ha la laurea», sottolinea ancora Di Stefano, «e vorrei ricordare che il signor Quarta non ha la laurea».

Sempre lo stesso articolo stabilisce che la scelta può essere effettuata «tra personale assunto a tempo indeterminato in servizio presso la regione o personale a tempo indeterminato in servizio presso altre pubbliche amministrazioni; soggetti esterni all'amministrazione regionale, compreso anche personale di aziende e di organismi privati».

LO STIPENDIO


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E quanto intascherà il nuovo responsabili dell'ufficio di “Diretta collaborazione” con Del Turco?
Anche su questo non si va a fondo ma tutti i segnali che si tratterà di un ennesimo stipendio gonfiato ci sono.
«Il compenso non può essere superiore al più alto dei trattamenti economici previsti per i direttori della giunta regionale», si legge. «Questo vuol dire», sottolinea ancora Di Stefano, «che si arriverà come minimo a € 100.000 annui».
«Grazie a questa norma», interviene Castiglione, «sarà possibile ricoprire l'incarico senza avere i requisiti richiesti per la Dirigenza percependo però nel contempo lo stipendio da Direttore regionale».

ALTRI DUBBI

L'emendamento è stato approvato in commissione bilancio «all'interno del disegno di legge avente ad oggetto la razionalizzazione della finanza regionale al fine di concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica», spiega ancora Castiglione.
Questa legge in sostanza dovrebbe prevedere delle norme che si adeguano alle disposizioni della finanziaria statale riferite al contenimento della spesa per il personale e per le consulenze.

«Furbescamente», sottolinea l'ex assessore al bilancio, «il gruppo consiliare dello Sdi ha presentato l'emendamento che prevede la costituzione degli uffici di diretta collaborazione del presidente omologhi a quelli dei ministeri. Uffici per i quali è possibile dare incarichi di tutti i tipi (collaboratori, co.co.pro, esperti o consulenti) senza seguire le procedure amministrative disciplinate dalle normative nazionali e regionali.
Ma non solo, infatti, «illegittimamente», si stabilisce che il responsabile percepirà «un'indennità annua pari alla retribuzione di risultato più elevata prevista per i direttori regionali».




I PROSSIMI PASSAGGI

Che cosa succederà adesso? L'emendamento verrà portato al consiglio regionale di martedì prossimo in cui la minoranza prevede di fare forte ostruzionismo. Ma servirà a qualcosa?
La giunta regionale ha di fatto la maggioranza e nel momento in cui si andrà alla votazione, con tutta certezza, l'emendamento diventerà effettivamente legge.
«Noi confidiamo in una parte della maggioranza, che si accorga di quello che sta accadendo», dichiara preoccupato Di Stefano, «ma il timore che questa nuova mossa diventi realtà è forte».
Già, perché secondo quanto sostiene Castiglione nessuno avrà il coraggio di disobbedire al capo: «molto spesso abbiamo assistito a titubanze di una parte della maggioranza che poi non ha avuto il coraggio di dimostrare la sua vera opinione per timore di doversi confrontare con Del Turco. Perché alla fine dei conti il presidente della regione ha dalla sua un'arma infallibile: quando qualcuno decide di ribellarsi lui grida “mi dimetto”».

Alessandra Lotti 25/05/2006 13.32