Come cambierà la sanità dopo la delibera di riordino del settore

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ecco le linee guida che stravolgeranno le consuetudini sanitarie che hanno portato un debito stratosferico che grava ancora sulle casse pubbliche. Ecco le previsioni dell'assessorato alla sanità.   LA NOTIZIA DI IERI
I ricoveri dovrano essere “appropriati”, ci saranno nuove regole delle attività ospedaliere a ciclo diurno (day hospital, day service, day surgery, chirurgia ambulatoriale) e dei regimi di assitenza, una nuova dotazione dei posti letto ed il riordino della rete ospedaliera regionale. Inoltre ci saranno nuove norme per l'applicazione di sanzioni amminitrative in materia sanitaria e la disciplina delle autorizzazioni al funzionamento e dell'accreditamento di soggetti che erogano servizi alla persona.
Sono questi nel dettaglio alcuni ambiti della rivoluzione del mondo della sanità abruzzese avviata dalla delibera approvata ieri dalla giunta Del Turco, con l'obiettivo di razionalizzare la spesa e ridurre al massimo un deficit milionario.
Infatti, sulla base di stime preliminari delle ASL, la situazione economico-finanziaria del 2005 risulta estremamente critica sia dal punto di vista della spesa totale (il deficit, al netto degli oneri contrattuali, potrebbe aggirarsi intorno ai 150-200 milioni di euro) sia sull'allocazione della spesa: quella ospedaliera assorbirebbe attorno al 60% della spesa totale (rispetto allo standard previsto del 45%) a scapito dei livelli territoriali e della prevenzione collettiva.
Il sistema sanitario mostra un'elevata offerta ospedaliera e riabilitativa residenziale a fronte di una carenza dei servizi di assistenza domiciliare e territoriale, oltre che di day hospital/day surgery e di integrazione assistenziale con la medicina generale. L'offerta ospedaliera è, inoltre, caratterizzata da una certa disomogeneità fra ASL (i posti letto nelle ASL oscillano entro una 'forchetta' che va dal 6,7‰ al 4,1‰) e da una carenza generalizzata della lungodegenza.
Il profilo di offerta residenziale destinata, in particolare, a pazienti con disabilità, anziani non autosufficienti e psichiatrici (riabilitazione, residenze sanitarie assistenziali, centri residenziali) mostra importanti disomogeneità fra territori ed ASL.
Come conseguenza di ciò, si registrano tassi di ospedalizzazione elevatissimi: il tasso di ospedalizzazione totale intraregionale del 2004 è stato del 249‰ ed è tra i più elevati a livello interregionale; quello standardizzato per ordinari acuti è del 190,5‰ (tasso medio nazionale del 146,1‰). Si registra poi che la frequenza dei ricoveri ordinari acuti relativi ai 43 DRG, raggruppamenti omogenei di diagnosi (gruppi di pazienti ospedalieri suddivisi per diagnosi cliniche), a rischio di inappropriatezza, è pari al 16,4% della casistica regionale di ricoveri ordinari acuti prodotti dalle strutture. Per di più, 92 unità operative (con esclusione di terapie intensive, UTIC, riabilitazione e lungodegenza) registrano un tasso di occupazione dei posti letto inferiore al 60% oltre ad un'importante variabilità fra strutture di ricovero e discipline comparabili.
Una riduzione generalizzata ed equilibrata di ricoveri in strutture ospedaliere pubbliche e private, quantificabile nel 13% dei ricoveri ordinari e in day hospital medico (38.389), porterebbe, secondo l'assessorato alla sanità, il tasso di ospedalizzazione dal 249‰ al 220‰, con un risparmio di 84 milioni di euro (di cui 16 nel privato).
Inoltre, se tutte le prestazioni in regime ordinario acuto dei 43 DRG inappropriati fossero erogate in regime diurno, l'importo simulato si abbasserebbe da 68 a 24 milioni di euro. Realisticamente, una decurtazione sull'80% degli ordinari da tariffa per ricoveri ordinari a tariffa diurna, da attuare nel secondo semestre 2006, porterebbe ad un risparmio di quasi 18 milioni. La stessa misura estesa al 90% dei ricoveri ordinari porterebbe nel 2007 ad un importo decurtabile di quasi 40 milioni. In maniera analoga, l'abbattimento dell'inappropriatezza nelle chirurgie determinerebbe oltre 11 milioni di risparmio.
«Un simile quadro di riferimento», spiega l'assessore Bernardo Mazzocca, «evidenzia la necessità di adottare per il 2006 sia misure urgenti che provvedimenti a breve termine, con l'obiettivo di "raffreddare" la produzione del livello ospedaliero attraverso criteri e strumenti basati sull'appropriatezza clinica ed organizzativa delle prestazioni (misure finanziarie, protocollo di appropriatezza, regolamentazione dei regimi ospedalieri alternativi ai ricoveri ordinari, potenziamento e rimodulazione dell'offerta per le unità operative a basso tasso di occupazione, ecc.) da integrare con modificazioni strutturali da pianificare nel breve periodo e da sviluppare a partire dal 2007. Su tutte la regolamentazione legislativa sull'autorizzazione e l'accreditamento, la regolamentazione delle attività nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti, la riabilitazione fisica e assistenza psichiatrica riabilitativa e gli accordi interregionali sulla mobilità».

23/05/2006 10.36