Zone interne dimenticate: l'Ugl propone una "Carta per il rilancio"

Alessandro Biancardi

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A quasi un anno dal cambio di governo alla Regione sembrerebbe che non ci sia stata un a vera inversione della politica. E così “l'Abruzzo a due velocità” rimane tale.
Le zone interne sempre più disagiate per questo l'Ugl nei giorni scorsi ha rilanciato l'iniziativa di una “carta per il rilancio e la tutela delle aree interne”.
Da sempre le zone interne della nostra Regione conoscono il “prezzo della dimenticanza”, infatti, come se già non bastasse la penalizzante posizione geografica, le Istituzioni hanno provveduto a fare il resto con una mancanza assoluta di progettualità e di concreti aiuti.
«La realtà è che oggi il problema delle aree interne è divenuto il problema nel problema», spiega il segretario regionale Geremia Mancini, «crisi nella crisi. Vi è la necessità di intervenire per invertire una tendenza che diventa ogni giorno più colpevole. Le centinaia di piccoli Comuni del nostro Abruzzo con una scelta inizialmente coraggiosa e solidale che preveda investimenti può nel breve divenire ricchezza, facendo sorgere imprese che abbiano attinenza con quei luoghi e collateralmente rilanciare turismo, agricoltura, artigianato».
Ed è una amara realtà che «quella gente d'Abruzzo” non ha gli stessi diritti, le stesse opportunità, le stesse tutele dell' “altra gente d'Abruzzo”».
Per questo la UGL Regionale si sta mobilitando per arrivare a redigere una “Carta per il rilancio e la tutela delle aree interne”, carta che una volta approntata, e prima che sia consegnata alle Istituzioni competenti, verrà sottoposta e fatta sottoscrivere ai cittadini abruzzesi.
«Non basta lamentare e denunciare la latitanza di chi dovrebbe intervenire», aggiunge Mancini, «del resto questo è stato già ampiamente fatto negli anni passati ed è servito a poco o nulla, riteniamo necessario invece, dinanzi alla emergenza ed alla sofferenza di una così importante parte della nostra gente, fare. La “Carta” che ci apprestiamo ad approntare parlerà si di emergenza ma cercherà di essere quanto più possibile propositiva perché sarà una “Carta” scritta a più mani quella nostra, di chi conosce gli aspetti sociali, economici ed occupazionali, ma scritta anche da chi quei territori, quei Paesi, quelle piccole frazioni li vive nel quotidiano. Personalmente cercherò sin dai prossimi giorni di incontrare quelle realtà perché è solo dal contatto reale con la gente che si può meglio capire ed individuare le eventuali possibili soluzioni».
15/05/2006 7.46