Domenica 14 maggio Giornata Nazionale contro l’Ictus

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nuovi dati: buoni risultati se l'ictus viene trattato nelle prime ore
Efficace la nuova terapia a base di trombolitici se effettuata nelle prime ore dall'insorgenza dell'ictus cerebrale da personale esperto e in centri attrezzati.
Questa una delle novità annunciate dal professor Domenico Inzitari dell'Università di Firenze e direttore dell'Unità Ictus dell'Ospedale Careggi di Firenze.
«La trombolisi», ha spiegato il professor Inzitari, «rappresenta una grande novità per la cura dell'ictus. E' la prima volta che abbiamo a disposizione una terapia per modificare favorevolmente l'evoluzione dell'ictus ischemico acuto, riducendo o annullando i gravi
ed invalidanti esiti che ad oggi ci troviamo ancora ad affrontare. E' un trattamento che richiede la presenza di una équipe molto esperta e soprattutto una grande rapidità di intervento, in quanto bisogna completare gli accertamenti (TAC, esami ematici) entro
due ore dall'inizio dell'evento acuto per somministrare il farmaco trombolitico entro tre ore. Ciò richiede che il paziente sia informato sui sintomi che avvisano sull'insorgenza di un ictus (bocca storta, indebolimento improvviso del braccio e della gamba, un disturbo improvviso della parola o della vista) in modo da chiamare subito
l'ambulanza e farsi trasportare immediatamente in ospedale. Se il paziente arriva entro le tre ore e non vi sono controindicazioni, in circa 2/3 dei casi si può avere un risultato favorevole».
Su quasi 10.000 casi trattati negli ultimi due anni in Europa, il rischio di complicazioni è risultato molto basso, a patto che i tempi siano veloci e l'ospedale sia ben organizzato.
In Italia i centri accreditati sono ancora molto pochi, concentrati quasi tutti nel centronord.
Negli ultimi due anni, in Italia sono state effettuate poco più di 400 trombolisi. In paesi molto più piccoli le cose sono andate molto meglio: ad esempio in Austria sono 500 i casi trattati ed in Finlandia diventano già 800.
«Tutti i cittadini italiani», ha aggiunto il dottor Giuseppe D'Alessandro, Presidente di Alice, l'associazione nazionale per la lotta all'ictus cerebrale, «in qualunque posto abbiano un ictus devono avere questa opportunità. E' assolutamente necessario uno sforzo della nazione e delle singole regioni per poter organizzare questo trattamento in
qualsiasi ospedale italiano. E' necessaria una campagna di informazione su questa possibilità e sui sintomi che annunciano l'insorgenza di un ictus. Alice si fa carico anche di promuovere a qualsiasi livello il raggiungimento di questi obiettivi nel più
breve tempo possibile».

12/05/2006 10.13