I rifiuti diventano un affare delle Province

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Siglato questa mattina un protocollo d'intesa tra regione e Province per nuove competenze in tema di riscossione e gestione dei rifiuti.
Un protocollo d'intesa per il trasferimento di deleghe e competenze per la gestione dei rifiuti,
E' stato sottoscritto, questa mattina a Pescara, nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle quattro amministrazioni provinciali e la Regione Abruzzo, rappresentata dall'assessore Franco Caramanico.
«L'atto», ha spiegato Caramanico, «rappresenta il momento conclusivo e di sintesi di una serie di incontri tra il servizio gestione rifiuti della Regione e le province per concordare un primo concreto e gestibile gruppo di deleghe e le relative risorse finanziarie da trasferire alle stesse amministrazioni in materia di autorizzazione all'approvazione di progetti, costruzione ed esercizio di impianti di smaltimento e di recupero».
Nel documento sottoscritto oggi, veiene ribadito che la Regione, previo parere della Conferenza Permanente Regioni-Enti locali e sentiti i pareri degli enti interessati, «individua i beni, le risorse finanziarie, umane e strumentali, nonché i livelli ottimali necessari per lo svolgimento delle funzioni conferite e ne trasferisce la disponibilità agli enti locali e funzionali».
In particolare, nel protocollo, è previsto che il 10% del gettito del tributo in materia di rifiuti è destinato alle province per le funzioni a loro delegate dalla L.R. n. 83 del 2000.
Nel documento viene specificato che il passaggio delle funzioni alle province avvenga in modo graduale, proprio per non creare, in questa fase, situazioni critiche sul piano tecnico-organizzativo.
Successivamente con l'approvazione del nuovo PRGR, si provvederà a completare il passaggio delle funzioni alle Province per tutto il resto dell'impiantistica di smaltimento e recupero.
Per effetto del protocollo d'intesa, alle provincie è delegato il rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio delle seguenti tipologie di impianti ed attività: discariche per rifiuti inerti; deposito temporaneo di rifiuti effettuato prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti, per il quale non sussistono le condizioni previste dal DLgs. 22/97;piattaforme ecologiche; stazioni ecologiche (riciclerie, ecocentri, centri di raccolta, ..etc.); centri di trasferenza dei rifiuti urbani; stoccaggi di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da attività di demolizione e costruzione, per i quali non sia possibile il ricorso alla procedura prevista dal DLgs. 22/97; impianti di compostaggio per il trattamento di frazioni ligno-cellulosiche derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato, purché di potenzialità inferiore a 1.000 t/a; stoccaggi provvisori di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi provenienti da attività agricole e in particolare contenitori di fitofarmaci e antiparassitari, teli e pellicole di polietilene, sacchetti per mangimi, fertilizzanti e/o ammendanti.



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27/04/2006 15.15