Controllo delle caldaie: «non esiste più obbligo di controllo annuale»

Alessandro Biancardi

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La nuova normativa sulle verifiche per gli impianti termici prevede che i controlli sulle caldaie delle abitazioni, da parte dei manutentori abilitati, debba essere fatta ogni due anni per gli impianti che abbiano oltre otto anni di vita, e per quelli a camera aperta installati all'interno delle abitazioni, e ogni quattro anni per le nuove strutture.
Dunque, non esiste più alcun obbligo per gli utenti di chiamare ogni anno i manutentori per la revisione delle caldaie, visto che il decreto legislativo 192 del 2005 ha modificato i tempi delle verifiche, allungandoli.
Così come ha fatto l'associazione dei consumatori Adiconsum a livello nazionale, intendo fare presente agli aquilani che l'obbligatorietà del controllo annuale (che rimane immutata solo per gli impianti di potenza nominale del focolare uguale o superiore ai 35 Kw) non esiste più.
«La stessa Adiconsum», chiarisce l'assessore al Comune dell'Aquila, Roberto Tinari, «ricordando che queste verifiche vengono effettuate, oltre che per motivi di sicurezza, anche per esigenze di efficienza energetica e di salvaguardia dell'ambiente, ha chiesto e ottenuto dal ministero delle Attività produttive un'interpretazione autentica del decreto 192. Il ministero, tramite il direttore generale del settore Energia, professor Sergio Garribba, ha confermato che le scadenze sono state modificate e portate a due anni o a quattro per le caldaie nuove. A meno che il costruttore degli impianti non abbia fornito diverse indicazioni, allo scopo di garantire la sicurezza dell'apparecchio a beneficio di coloro che lo utilizzano.
E proprio sotto il profilo della sicurezza è estremamente importante che i cittadini osservino la massima diligenza, pretendendo che le caldaie siano dotate di documentazione tecnica adeguata e completa e contattando gli installatori o i manutentori se hanno anche la semplice sensazione che l'impianto non funzioni a dovere».
10/04/2006 13.27