Ripensare la politica della casa: «diritto totalmente disatteso»

Alessandro Biancardi

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La politica della casa deve cambiare radicalmente e deve diventare uno dei perni della politica economica e sociale nazionale e regionale.
E' questo, in sostanza, il messaggio che emerge dall'iniziativa organizzata congiuntamente dall'Aret Abruzzo (Azienda regionale per l'edilizia e il teritorio) e Regione Abruzzo (assessorato alle politiche abitative, che si è svolto questa mattina all'Aquila.
Al centro della giornata di studio "Le politiche abitative e il problema della casa nella Regione Abruzzo" - presieduto dal direttore dell'Aret, Venanzio Gizzi e al quale hanno partecipato gli assessori regionali Mimmo Srour (lavori pubblici e politiche abitative) ed Elisabetta Mura (politiche sociali) nonché il commissario straordinario dell'Aret, Giulio Petrilli - la richiesta al futuro governo nazionale di un radicale cambiamento di rotta, per ridare centralità al diritto dell'abitare nella politica economica nazionale e regionale «diritto totalmente disatteso (è il pensiero di Srour: n.d.r.) dall'attuale governo nazionale che ha addirittura tolto dai bilanci regionali il fondo di sostegno degli affitti, con il quale le regioni potevano fronteggiare le emergenze abitative».
Secondo l'assessore alla casa, anche in Abruzzo i risultati ottenuti sono stati fino ad ora piuttosto "deludenti" e ciò a causa della esiguità delle poste in bilancio e della assenza di qualsiasi politica centrale rivolta alla soluzione di questo problema.
«L'attuale legislazione (che, secondo Srour, va rivista con il contributo di tutte le forze sociali: n.d.r.) ci ha consentito di mettere a disposizione 2 milioni di euro come contributo per la prima casa: a fronte di 3214 domande siamo riusciti ad accontentare solo 150 richieste».
Ad essere colpiti da questa situazione sono soprattutto le fasce sociali a basso reddito (anziani, persone sole, immigrati, giovani famiglie, studenti, giovani con lavori precari, famiglie monoreddito) che non riescono a pagare gli affitti di locazione che in alcuni casi sono pari o addirittura superiori al loro reddito.
Ma i canoni in continua crescita, la carenza di abitazioni a prezzi sopportabili, il lievitare dei costi relativi all'uso del bene casa colpiscono ormai anche lavoratori e pensionati a reddito medio. Per questo, come ha anche sottolineato l'assessore Betti Mura, «la politica abitativa è tema centrale della più complessiva politica dei redditi e diventa, quindi una vera e propria emergenza sociale». La politica abitativa, infatti, è un tema trasversale, che tocca aspetti fondamentali: è politica sociale (il diritto alla casa per anziani, giovani, immigrati, studenti), è politica dei redditi (il legame tra affitto e reddito). Secondo l'assessore Mura, la politica abitativa è ancora più centrale nel caso degli anziani, sui cui modesti redditi incidono fortemente le spese di locazione e che costituiscono molto spesso un problema, per le famiglie, a causa della indisponibilità di spazi adeguati che caratterizzano gli appartamenti oggi sul mercato sia privato che pubblico.
«Dobbiamo voltare pagina e lo faremo» ha promesso l'assessore Mimmo Srour prima di lasciare il convegno; «oltre a rivedere l'attuale legislazione che prevede il ricorso al sorteggio per assegnare i contributi, l'attuale governo intende impostare una nuova politica della casa che consideri le esigenze delle fasce più deboli (compresi gli immigrati) e che risani la situazione dei canoni di locazione degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica stabilendo il criterio dell'affitto proporzionato al reddito».
07/04/2006 16.56