«Falcidiato il Fondo per gli affitti. Abruzzo che vergogna»

Alessandro Biancardi

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«Falcidiato il Fondo per gli affitti. Abruzzo che vergogna»
ABRUZZO. Brutte notizie per gli inquilini in affitto che hanno fatto o faranno domanda per un aiuto della Regione. Il fondo apposito ha subito quasi un dimezzamento rispetto allo scorso anno per affetto della Finanziaria. La Regione Abruzzo tuttavia non ha contribuito ad incrementarlo con soldi propri. I sindacati insorgono e mostrano le cifre.
«La regione Abruzzo, non solo non ha integrato con fondi propri, come fanno tutte le regioni d'Italia che hanno a cuore la sofferenza delle famiglie in affitto, ma con un ritardo senza precedenti nel trasferimento dei fondi ai comuni impedisce alle migliaia di famiglie abruzzesi di beneficiare dell'aiuto».
Il Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) e FNP-CISL Federazione Pensionati denunciano il taglio al Fondo sociale per gli affitti decretato dalla Finanziaria.

«Non possiamo credere che l'aiuto alle famiglie che pagano ormai affitti da usura non sia priorità di una giunta di centro-sinistra», sentenzia Alberto Corraro, segreteria regionale Sicet, «nell'incontro con noi del 9 dicembre scorso, l'assessore SROUR si è impegnato ad impegnare la Giunta circa il reperimento di risorse da far confluire nel Fondo affitti».
Il sindacato illustra il risultato con le cifre. Eccole.

• Totale importo contributo statale trasferito alla regione, riferito all'annualità 2004: 1.897.858,51. L'anno scorso è stato di € 3.250.191,49 (-40%).
Contributo della regione Abruzzo= 0.

• Di converso il totale importo contributo richiesto dai 134 comuni (fabbisogno): € 7.254.860,53. Vi rendete conto?

• Comuni divisi per provincia: PE: 26; AQ: 39; TE: 23; CH: 46

• Totale domande pervenute dai capoluoghi di provincia e comuni più grandi, e totale contributo ripartito a ciascuno di essi:
Pescara: N° 613 € 370.752,28
L'Aquila: N° 219 € 106.112,82
Teramo: N° 162 € 80.037,62
Chieti: N° 241 € 103.231,87
Francavilla: N° 143 € 143.700,62
Montesilvano: N° 370 € 203.283,72 + 1.726,29(Residuo 2003)
«Quest'anno dunque briciole, solo briciole per le famiglie abruzzesi in affitto. Il colpo più brutto lo subisce l'area metropolitana Montesilvano-Pescara-Francavilla», aggiungono i sindacati, «dove il numero di famiglie in affitto ed il livello degli affitti sono i più alti in assoluto. Le famiglie in affitto,con la crisi economica che imperversa, sono diventate una categoria sociale a se stante: la categoria dei sofferenti. La sofferenza è l'affitto che preme sul reddito rendendo la vita quotidiana un sacrificio per centinaia di famiglie».


LA SITUAZIONE DI PESCARA

E' stata fotografata la situazione di Pescara, il comune più grande d'Abruzzo ed a più alta tensione abitativa per capire che cosa è accaduto.
Il contributo che riceverà e di 370.752,28, l'anno scorso è stato di € 696.000 (circa -46%).
Le domande pervenute al comune a chiusura del bando, nell'aprile del 2005 sono state in tutto 686,82 in più rispetto all'anno prima. Quelle ammesse 593.
Abbiamo fatto lo screening di questo campione rappresentativo di 593 famiglie e visto che:
• Il reddito medio complessivo del nucleo famigliare è di € 9.205
• Il canone medio annuo di 4.189
• Il 10% dei nuclei è senza reddito
• Il 12% ha un reddito fino a 5000 euro
• Il 78% ha un reddito oltre i 5000 euro


• L'incidenza del canone sul reddito è del 46%
In sostanza significa che per pagare l'affitto di casa se ne va circa metà del reddito disponibile, considerando che il dato sopra parla di reddito imponibile, dunque lordo. A parità di canone, i pensionati al minimo che vivono soli impiegano anche il 60-70 % della pensione per pagare l'affitto! Idem per il lavoratore dipendente monoreddito con due e più figli.

• Le famiglie con presenza di inabili sono il 22%
• Le famiglie con ultrasessantacinquenni sono il 42%
• La famiglia tipo è composta in media di 2 persone
• La superficie media abitata è di 80 mq.
• L'8% sono famiglie extracominitarie

Un altro elemento di preoccupazione è l'assenza di previsione di spesa sul versante dell'edilizia residenziale pubblica, la sola veramente in grado di rispondere alla domanda di casa proveniente dalle famiglie a basso reddito. Infatti, dalla fine del 1998 con l'abolizione del contributo Gescal sulle buste paga si è interrotto il flusso di un miliardo di euro l'anno e da allora il comparto abitativo è rimasto senza risorse.
La conseguente, drastica riduzione dei trasferimenti statali alle regioni da tempo più non consente di realizzare nuovi alloggi popolari in sostituzione di quelli venduti dalle Ater per coprire i debiti di gestione.
«Continuando di questo passo», concludono i sindacati, «gli attuali 17.000 alloggi pubblici Ater in Abruzzo, che ospitano in tutto oltre 48.000 persone, si ridurranno ancora di numero facendo crescere a dismisura gli elenchi delle graduatorie per l'accesso alla casa da parte delle fasce sociali più deboli. Abbiamo proposto di istituire una Tassa di Scopo (applicata sul materiale estratto da cave e torbiere), per finanziare la realizzazione di alloggi di edilizia popolare. Il gettito annuale stimabile è di alcuni milioni di euro. Abbiamo proposto la costruzione di un Patto dell'Abitare, con alcuni rappresentanti sociali ed economici presenti sul territorio. Si tratta di studiare una soluzione per sollecitare le forze economiche ad investire nelle case in affitto, come indispensabile Bene sociale che risponde alle esigenze delle famiglie meno abbienti. Certamente queste iniziative d'investimento debbono aggiungersi, rispetto ai finanziamenti pubblici che ormai da anni chiediamo al Governo ed alle Regioni».

01/04/2006 8.08