Il Tar mette i bastoni tra le ruote degli automobilisti della A24 e A25

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (18.33) ROMA. Una prima ordinanza in merito ad un ricorso sui presunti rincari illegittimi delle tariffe avrebbe respinto l’opposizione, giudicando legittimo lo stesso rincaro. Ma dalla Regione si dicono certi che sarà presto provata la illegittimità. I NUMERI E LA POSIZIONE DEL GESTORE DELLE AUTOSTRADE


AGGIORNAMENTO (18.33)


ROMA. Una prima ordinanza in merito ad un ricorso sui presunti rincari illegittimi delle tariffe avrebbe respinto l'opposizione, giudicando legittimo lo stesso rincaro. Ma dalla Regione si dicono certi che sarà presto provata la illegittimità.




I NUMERI E LA POSIZIONE DEL GESTORE DELLE AUTOSTRADE






Ieri il Tar del Lazio aveva respinto i ricorsi presentati dalla Regione contro gli aumenti tariffari di Strada dei Parchi gestore della A24 e A25.
Numerose polemiche si erano scatenate a cavallo tra il 2005 ed i primi mesi di questo anno, oltre che per le tariffe giudicate sproporzionate rispetto ai servizi offerti, anche per la sicurezza delle autostrade.
Oggi dalla Regione fanno sapere che il giudizio prosegue e lo stesso Del Turco si dice sicuro che la illegittimità degli aumenti sarà ampiamente provata.
Secondo l'ufficio di presidenza sarebbe già ripreso il giudizio davanti al Tar Lazio, in ordine all'impugnativa degli atti Anas e della società concessionaria della gestione dell'Autostrada Roma - Adriatico.
Lo ha reso noto la Presidenza della Giunta regionale, a seguito dell'ordinanza del Tar dell'Aquila, che ieri ha respinto l'istanza di sospensiva avanzata da Regione Abruzzo.
Nel frattempo - come chiariscono dalla Presidenza - la documentazione presentata in giudizio, consente di completare gli atti di difesa, chiarendo tutti gli aspetti di illegittimità degli incrementi tariffari, applicati in assenza delle condizioni previste.
Infatti - commenta ancora la Presidenza - nessun incremento tariffario può essere consentito se non a fronte di adeguati investimenti da parte della società concessionaria, nonché di miglioramenti del servizio.
Diversamente - si fa notare - si tratterebbe di una tassa abusivamente imposta sulla comunità regionale, utilizzando la posizione di monopolio di cui la società concessionaria usufruisce. Inoltre, la competenza delle regioni in materia di grandi infrastrutture - conclude la Presidenza della Giunta regionale - stabilita dalla Costituzione con la riforma del 2001, consente altresì di rivendicare un ruolo attivo nella gestione autostradale, ivi comprese le tariffe, sinora affidata esclusivamente al controllo dell'Anas, risultato carente nei fatti.

30/03/2006 15.17


IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TERAMO

«Prendiamo atto dell'ordinanza con cui il Tar Abruzzo ha respinto la richiesta di sospensiva degli aumenti tariffari presentata dalla Provincia di Teramo, dalla Regione Abruzzo e dalla Comunità montana del Gran Sasso», ha dichiarato Ernino D'Agostino, presidente della provincia di Teramo.
«Riteniamo che le nostre ragioni non siano pregiudicate, dato che l'ordinanza non entra nel merito dei ricorsi e, quindi, non mette in dubbio la fondatezza delle nostre argomentazioni. Il Tar, infatti», ha aggiunto, «ha ritenuto esclusivamente che non sussistono i lamentati danni gravi ed irreparabili e necessari per la misura cautelare. I dubbi ai quali fa riferimento il Tar nella propria ordinanza attengono dunque non alla sostanza delle nostre ragioni bensì a profili di ammissibilità del ricorso. Restano a nostro giudizio pienamente fondati i rilievi sostanziali e giuridici che hanno indotto la Provincia e gli altri gli enti a promuovere il ricorso. Attiveremo pertanto tutte le iniziative idonee per pervenire nel più breve tempo possibile al giudizio di merito».
Il prossimo 5 aprile si terrà presso il Tar Lazio l'analoga udienza sull'istanza di sospensione cautelare presentata in quella sede dalla Regione Lazio.

30/03/2006 18.34