Acqua, in Abruzzo aumenti del 2,4% ma Pescara vola a +12%

Alessandro Biancardi

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Acqua, in Abruzzo aumenti del 2,4% ma Pescara vola a +12%
ABRUZZO. Se la regione complessivamente si posiziona al di sotto della media nazionale (al 6,7%) il capoluogo adriatico fa eccezione.

In Abruzzo, è Teramo il capoluogo dove l’acqua per uso domestico costa meno (184€ annui), L’Aquila dove costa di più (248€), Teramo e Chieti le città a non aver fatto registrare alcun aumento tariffario.

In regione una famiglia sostiene una spesa media annua di 213€ per il servizio idrico integrato, a fronte di una spesa media nazionale pari a 270€. Nell’ultimo anno l’incremento tariffario registrato nella regione è stato del 2,4%, a fronte di un incremento medio nazionale del 6,7%.

L’indagine svolta dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva è stata realizzata in tutti i capoluoghi, relativamente all’anno 2009. L’attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa o ex nolo contatori). I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua (in linea con quanto calcolato dal Comitato di Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche), e sono comprensivi di Iva al 10%.

L'acquedotto incide maggiormente sulle spese degli aquilani che spendono 140 euro annui. A Pescara se ne spendono 109, a Chieti 90 e a Teramo 56.

La depurazione costa annualmente agli aquilani 70 euro, 68 ai pescaresi, 57 ai teramani e 48 ai teatini.

I costi del servizio idrico integrato in Abruzzo

Città

Acquedotto

Depurazione

Fognatura

Quota fissa

Spesa 2009

Spesa 2008

Variazione

AQ

€ 140

€ 70

€ 29

€ 9

€ 248

€ 240

+3,3%

PE

€ 109

€ 68

€ 27

€ 11

€ 215

€ 192

+12%

TE

€ 56

€ 56

€ 56

€ 16

€ 184

€ 200

+0,0%

CH

€ 90

€ 48

€ 48

€ 18

€ 204

€ 204

+0,0%

Media

€ 99

€60,5

€40

€13,5

€213

€ 208

+2,4%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2010

Sui costi delle fognature, invece, c'è un ampio ventaglio di costi: a Teramo si spendono 56 euro, a Chieti 48 euro mentre L'Aquila e Pescara se la 'cavano' rispetticamente con 29 e 27 euro.

Se la spesa media regionale nel 2008 era 208 euro, nel 2009 è arrivata a 213 con un incremento che tocca su base regionale il +2,4%.

«I cittadini chiedono responsabilità riguardo l'uso e la gestione delle risorse idriche, nella speranza di potersi presto esprimere sui due quesiti referendari», commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario di Cittadinanzattiva. «Di certo, l’escalation senza freni delle tariffe dell’acqua, che da anni registriamo in tutta Italia, giustifica ampiamente la richiesta di svincolare le tariffe all’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Infatti, contrariamente alle promesse ventilate in favore della privatizzazione delle acque pubbliche, in tutti i casi si è assistito, dopo alcuni mesi dall’introduzione della gestione privata, ad un aumento dei prezzi e delle tariffe. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con la figuraccia seguita al recente stop da parte dell’Unione Europea alle deroghe per i livelli di potabilità delle acque potabili in diverse zone del Paese».

21/03/2011 14.33