Approvata risoluzione che vieta importazione dalla Cina di pelli di animali

Alessandro Biancardi

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Il Consiglio Regionale abruzzese ha approvato all'unanimità la Risoluzione presentata dai Verdi, che impegna la Regione a sollecitare il Governo italiano alla piena applicazione, su tutto il territorio nazionale, del divieto di importazione e vendita di pelli e pellicce di cani e gatti provenienti dalla Cina, rafforzando i controlli presso tutti i valichi doganali italiani ed europei, ed introducendo l'obbligo di etichettatura di tutti i capi contenenti parti o interi di animali.
«Esprimo la mia soddisfazione», ha detto Walter Caporale, capogruppo Verdi, «ancora una volta il Consiglio, grazie all'impegno dei Verdi, del Presidente Roselli e di tutti i partiti di maggioranza e minoranza, si impegna a ripristinare la legalità nel nostro Paese contro lo sfruttamento, da parte della Cina, di milioni di cani e gatti, torturati ed uccisi per il mercato europeo della pelle. Un percorso intrapreso da un anno dal Governo regionale contro le infrazioni a norme comunitarie e nazionali. La necessità di questo impegno nasce dall'esigenza di vietare – anche introducendo controlli sui capi d'abbigliamento provenienti dalla Cina - nella nostra Regione l'importazione e la vendita di capi di abbigliamento e accessori prodotti con pelli trattate in maniera non conforme agli standard europei, ma soprattutto di evitare l'uso di animali domestici, che sono tutelati nella nostra regione e in Italia da leggi regionali e nazionali».

Anche l'associazione Animalisti Italiani Onlus, ha espresso la sua soddisfazione.
«Voglio ringraziare Walter Caporale – dichiara Lina Bufarale, Delegata regionale degli Animalisti Italiani – per aver accolto e fatta propria la nostra richiesta di presentare in Aula una risoluzione per chiedere al Governo Italiano la piena applicazione del divieto di importazione e vendita di pelli e pellicce di cani e gatti provenienti dalla Cina, sia rafforzando i controlli presso le frontiere italiane che introducendo l'obbligo di etichettatura su tutti i capi contenenti parti o interi di animali. Ormai tutti conoscono le atrocità a cui vengono sottoposti gli animali in quel Paese: costretti in condizioni di allevamento terrificanti e metodi di uccisione brutali (mutilati con l'accetta e scuoiati vivi)».
09/03/2006 12.31