Uil: «Sui trasporti passare dalle suggestioni alle scelte»

Alessandro Biancardi

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Si è svolto ieri un incontro di concertazione tra la Regione ed i sindacati per la costruzione del PRIT (Piano Integrato dei Trasporti) e su problematiche relative ai bacini di traffico e al ruolo delle Province sulla mobilità.
Le organizzazioni sindacali si sono mostrate molto critiche verso la Regione che starebbe ancora al livello delle ipotesi in materia.

Per quanto riguarda il PRIT, il tema centrale della riunione è stato naturalmente quello delle infrastrutture.
L'assessorato ha fatto il punto sul percorso del Piano, giunto al penultimo atto (la stesura della Bozza del PRIT), mentre a maggio-giugno si svolgerà il seminario conclusivo sulle infrastrutture. I temi illustrati sono stati diversi, dallo sviluppo della portualità, incentrata sulle specializzazioni dei tre porti di Ortona (commerciale), Pescara (turistico) e Vasto (logistica industriale), all'intermodalità (interporto Chieti-Pescara; Centro Merci della Marsica).

La domanda dei sistemi di trasporto nella regione vede lo strapotere del trasporto privato su gomma (130.000 al giorno, sola andata), contro 40.000 sul Trasporto Pubblico locale su gomma e 7.000 su ferro.
Questo modello mono-modale dovrà evolversi in multi-modale.
Le aree di maggiore intensità sono la costiera adriatica, il Teramano, la Popoli-Sulmona, Lanciano e Vasto-San Salvo. In previsione della domanda futura (al 2010 e al 2020), si dovrà fare in modo che almeno gli incrementi di domanda rispetto alla situazione attuale possano essere soddisfatti con modalità diverse dai mezzi privati su gomma.

L'entrata in Roma su ferro; lo sviluppo del Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale sul corridoio adriatico; la velocizzazione della Pescara-Roma; il rafforzamento delle pedemontane (la mezzina nel Teramano; la Val di Sangro-Trigno); lo spostamento a monte di tratti di autostrada per evitare impegni impropri del traffico di attraversamento sulla Statale 16; il ruolo della Statale 17 quale via di accesso all'Abruzzo dei Parchi: sono alcuni dei molti temi presi in esame dal lavoro sugli scenari fatto dai tecnici. Insufficienti le prospettive per il collegamento tra la costa e L'Aquila, con l'eccezione di una proposta per semplificare la direttrice che muove dall'Alto Pescarese.

«La nostra regione ha una grossa vocazione Adriatico-Balcanica», spiega Roberto Campo della Uil, «che può interessare anche il Lazio, il quale a sua volta può offrire alla nostra regione uno sbocco tirannico, vediamo quante e di quale portata siano le opere di infrastrutturazione di trasporto che hanno valore strategico per le nostre prospettive di sviluppo. Ma lo stadio della discussione è ancora a livello di scenari, non di obiettivi da raggiungere. E' necessario trasformare queste suggestioni in un'agenda», conclude la Uil, «selezionare le priorità, individuare le risorse, definire dei tempi per l'operatività. Tutte cose che non si fanno in un giorno, ma che quanto prima si dovrà almeno cominciare a realizzare, pena l'irrilevanza di questi temi, potenzialmente decisivi, ai fini dello sviluppo dell'Abruzzo dei prossimi decenni».
Il prossimo appuntamento tra sindacati e assessore è fissato per il 13 marzo.

07/03/2006 10.48