Turismo sostenibile e parchi al centro della 10° conferenza nazionale ambientale

Alessandro Biancardi

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Turismo sostenibile e parchi al centro della 10° conferenza nazionale ambientale
AGGIORNAMENTO (11.28) ABRUZZO. Tra gli studi presentati ieri quelli relativi allo stato delle acque e lo sviluppo delle coste italiane.
Oggi la carovana della 10° conferenza nazionale delle agenzie ambientali si è traferita a Sulmona con il Treno delle Agenzie, il convoglio di ultima generazione Minuetto, ecologicamente compatibilie, per la seconda tappa abruzzese.
Le sessioni si svolgeranno nel Teatro Comunale Maria Caniglia e all'Auditorium dell'Annunziata dalle 11,00 alle 18,30 dove saranno protagoniste le discussioni su Parchi e Carta della natura, sul turismo sostenibile e sulle certificazioni ambientali.

Nei due giorni successivi, i lavori della Conferenza nazionale si sposteranno, sempre in treno, in Molise: a Venafro si parlerà del Sistema informativo nazionale ambientale, dell'Osservatorio nazionale, e dell'organizzazione e gestione delle Arpa-Appa, mentre Campobasso sarà la sede per discutere di alimentazione e ambiente e inaugurare anche un tema innovativo rispetto a quelli generalmente trattati dalle Agenzie per l'ambiente: le tradizioni popolari con la cerimonia conclusiva dell'evento.

LA STORIA DELLE CONFERENZE NAZIONALI
Il volume dell'APAT “Le Conferenze Nazionali delle Agenzie Ambientali”, presentato in occasione della prima giornata della Decima Conferenza, ha voluto ripercorrere la storia di questi eventi, raccontando le principali tematiche, i momenti fondamentali e gli spunti più interessanti che sono emersi durante gli incontri agenziali.
«La lettura del testo - ha commentato il Direttore Generale dell'APAT - ci dimostra come il Sistema Agenziale si sia evoluto al pari della conoscenza e della coscienza ambientale. I primi dieci appuntamenti annuali sono stati la vetrina dell'evoluzione delle Agenzie e della cultura ambientale, con un effetto del pubblico, il quale ha saputo abbandonare un'eccessiva cautela per una sorta di appropriazione sociale del bene ambientale».

GLI STUDI PRESENTATI IERI
Diversa la situazione dei laghi italiani: da uno studio dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Lombardia solo il 64% dei grandi laghi del nord Italia è idoneo alla balneazione.
Presentati inoltre, anche alcuni studi sperimentali delle Agenzie regionali, relativi all'applicazione della nuova direttiva e ricerche dettagliate svolte per indagare l'eutrofizzazione e i fenomeni mucillaginosi delle nostre coste. Si rileva, nel complesso, un'eccellente preparazione scientifica sulla qualità delle acque, come sottolineato dal Direttore Generale dell'ARPA Sardegna, Carla Testa, che sottolinea come “le nostre Regioni non abbiano nulla da invidiare al resto d'Europa”.


ITALIA UN PAESE AD ALTA PERCENTUALE DI ACQUE BALNEABILI

La qualità delle acque di balneazione del nostro Paese dimostra una conformità elevata superiore al 94% per le acque marino costiere, percentuale che fa dell'Italia uno dei Paesi ad alta qualità di acque balneabili.
Questa la situazione descritta nella relazione presentata dalla dr.ssa Liana Gramaccioni, del Ministero della Salute, nel corso della Sessione di apertura della 10a Conferenza delle agenzie ambientali dedicata alla balneazione, alla qualità del mare e al ripopolamento ittico.

Abruzzo e Molise, le due regioni che ospitano la conferenza, registrano un soddisfacente livello di balneabilità delle acque, secondo i dati presentati dalla dr.ssa Daniela Urciuoli dell'ARPA Molise; in particolare il Molise, con i suoi 35 km di costa, presenta una percentuale del 100% di esami favorevoli negli ultimi 10 anni.

Il punto di forza è il nostro sistema di monitoraggio e controllo delle acque, composto da 5000 punti di campionamento che compongono la rete di monitoraggio nazionale, con stazioni distanti mediamente 2 Km l'una dall'altra.

La nuova direttiva sulla qualità delle acque di balneazione modifica l'approccio sul controllo delle acque stesse, poichè snellisce notevolmente le attività di monitoraggio, integra le problematiche ambientali con quelle della salute e fa dell'informazione una parte rilevante per una gestione nazionale condivisa da tutte le regioni coinvolte. Presentati inoltre, da alcune Agenzie regionali, studi sperimentali relativi all'applicazione della nuova direttiva e ricerche dettagliate svolte per indagare l'eutrofizzazione e i fenomeni mucillaginosi delle nostre coste. Si rileva, nel complesso, un'eccellente preparazione scientifica sulla qualità delle acque, come sottolineato dal Direttore Generale dell'ARPA Sardegna, Carla Testa, che sottolinea come “le nostre Regioni non abbiano nulla da invidiare al resto d'Europa”.

Meno soddisfacente la situazione relativa ai nostri laghi: in Italia ci sono 315 tra laghi e bacini artificiali con una superfice superiore a 0,2 km quadrati.
Da uno studio dall'ARPA Lombardia emerge che solo il 64% dei grandi laghi del nord Italia è idoneo alla balneazione.

«Il 2006 rappresenta un momento importante per l'intero Sistema delle agenzie», ha affermato il Direttore Generale dell'ARTA Abruzzo Gaetano Basti, «Sistema che si configura oggi come una realtà insostituibile per la salvaguardia del territorio nazionale, ma è indispensabile pervenire ad una maggior autonomia e ad una maggiore certezza economica, per mettere le stesse Agenzie in condizioni di rispondere tempestivamente ed efficacemente alle domande delle Istituzioni, delle Aziende e dei cittadini».
«Dai dati che emergono dal “Rapporto Qualità dell'Ambiente 2005”, presentato e diffuso proprio oggi – ha proseguito Basti - risulta che in Abruzzo il 52% dei corsi d'acqua superficiali risulta essere buono, per il 48% si parla di stato “preoccupante” e che solo il 7% delle acque costiere abruzzesi non è balenabile. Dati che dimostrano l'impegno e il costante sforzo sia dell'Arta Abruzzo sia della Regione».



07/03/2006 9.55

LE COSTE: UN PATRIMONIO IN EVOLUZIONE

La Calabria è una regione con 800 km di coste di cui il 67% sono a rischio erosione. Le aree a rischio identificate riguardano 116 comuni costieri, di cui 71 a rischio R2 e 45 a rischio R3. Con questi dati Domenico Lemma dell'Arpa Calabria ha aperto la sessione della 10a conferenza delle agenzie ambientali, tenutasi oggi nella sala Auditorium, sul tema dell'”erosione delle coste e stato dei porti”, sottolineando il dinamismo delle Agenzie nell'esecuzione delle buone pratiche e negli interventi di mitigazione delle problematiche relative alle coste e a quelle dei porti.

Il piano portuale, come asserito dalla ASSOPORTI, non è un semplice disegno di opere, ma anche uno strumento di raccordo con tutto il territorio portuale circostante. L'importante innovazione nella nostra legislazione è l'aver previsto che la realizzazione del piano portuale debba essere sottoposta alla procedura VIA (Valutazione Impatto Ambientale).
Per l'integrazione delle realtà urbane e portuali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e quello per l'Ambiente e il Territorio hanno elaborato delle linee guida per la regolamentazione dei porti industriali. Lo scopo del documento è proprio quello di individuare i punti di flessibilità delle diverse dinamiche marittime per consentire l'integrazione tra programmazione del porto e territorio circostante.

Il 92% del nostro litorale costituisce costa naturale, di cui i 2/3 rappresentano costa bassa, fragile e soggetta ad evoluzione a breve termine. Queste alcuni dei risultati emersi da uno studio per la gestione integrata delle coste e gli interventi di difesa dei litorali, condotto dall'APAT, sviluppando, quale strumento di supporto di analisi, il Sistema Informativo Geografico Costiero – SIGC. Obiettivo la costituzione di una base conoscitiva a scala nazionale dell'ambiente costiero secondo una approccio interdisciplinare.

Tra le realtà locali illustrate nel corso della sessione, quella della Liguria, dove il problema della gestione dei ripascimenti è forte, tanto da aver alterato numerosissime costruzioni di opere costiere. In questa regione sono stati affrontati soprattutto i ripascimenti stagionali cercando di aumentare il tratto di litorale esposto a motivi turistici-educativi. I problemi ambientali in questo settore sono per la Liguria legati all'intorbidimento delle acque.
Per quanto riguarda l'Emilia Romagna, sono 130 i km di costa lineare bassa e sabbiosa e il 40% delle coste è in erosione. 1000 metri cubi di sedimento si perdono ogni anno per effetto della subsidenza. Questo è un dato grave, considerando che il turismo regala ogni anno alla Regione circa 2500-3000 euro ogni metro quadro di spiaggia.
Le Marche presentano 162 km di costa sia alta che bassa e il 5% di questo territorio è occupato da porti. Gli squilibri sono dovuti anche al deficit di trasporto solido sulle aste fluviali. C' è la necessità di creare un piano per omologare gli interventi nella Regione. L'ARPAM ha redatto un rapporto sulla balneazione e la caratterizzazione dei sedimenti.
La Regione Molise ha programmato lo sviluppo della portualità e della gesione integrata della costa mediante due direttive. La programmazione approvata è in corso di attuazione e registra ottimi risultati per la difesa della costa e la realizzazione di tre porti turistici.

Presentato, infine, il progetto CADSEALAND, al quale partecipa l'APAT, articolato lungo due direttive principali: da un lato garantire l'intervento rispetto alle situazioni di emergenza in aree specifiche, dall'altro sviluppare standard generali per la definizione dello stato delle coste, della loro gestione, evoluzione e cause condizionanti. Tra i partner: la Regione Marche, l'Emilia Romagna e le rispettive ARPA, l'Università di Atene, e molte alte realtà regionali locali greche.

07/03/2006 11.26