Le province dell’Appennino riunite all’Aquila per delineare il futuro

Alessandro Biancardi

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Mettere in rete e condividere progetti comuni, per rilanciare lo sviluppo delle aree interne delle province del centro Italia.
Questo l'obiettivo prioritario, condiviso nell'ambito della riunione delle Province dell'Appennino dell'Italia centrale, che si è svolto questa mattina a L'Aquila, nella splendida cornice della sala Celestiniana della Basilica di Collemaggio.
Convocata dalla Presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, che è anche coordinatrice del gruppo delle Province dell'Italia centrale, all'assise hanno preso parte presidenti e assessori di 15 province.
Per la precisione si tratta delle province di Ancona, Ascoli Piceno, Chieti, Frosinone, Latina, Macerata, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Rieti, Roma, Teramo, Terni e Viterbo.
Quattro i temi prioritari individuati, su cui costruire progetti concreti, da mettere in rete.

In primo luogo il rilancio del progetto APE, che come ha ricordato la presidente Pezzopane, ha ripreso vigore con la firma della recente Convenzione degli Appennini.
«Tuttavia le Province- ha commentato la Presidente- devono avere un ruolo strategico e determinante in questo importante progetto. Dobbiamo dare il nostro contributo e far sentire la nostra voce, affinché APE sia non solo una rete tra Parchi, ma tra territori, protetti e non, dell'Appennino».
Altro tema individuato, su sollecitazione dell'assessore Bruno Manzi della Provincia di Roma, è il potenziamento delle reti infrastrutturali, dunque l'elaborazione di politiche comuni per il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali tra i diversi territori, ma anche la messa in rete di progetti per la pianificazione dei trasporti, come piani regionali integrati di trasporto, (PRIT) su cui la Provincia dell'Aquila ha intenzione di investire molto.
Nel campo dello sviluppo economico vanno poi identificati e potenziati i distretti locali di sviluppo interprovinciale, ovvero delle aree industriali di confine, che possono essere messe in filiera. A questo proposito la presidente Pezzopane ha citato, come esempio concreto, l'elaborazione di un meta-distretto industriale tra le province di L'Aquila e Roma o il recente accordo per il rilancio del progetto Galileo, siglato da 13 province. Modelli che possono essere presi ad esempio, per la condivisione di progetti con le altre province del centro Italia.
Si dovrà puntare, inoltre, al potenziamento delle reti telematiche, mentre nel settore del turismo e della cultura vanno concertati scambi di iniziative, ma anche elaborati progetti che abbiano come denominatore comune il fattore “qualità”.
Nel corso della riunione si è anche individuato il metodo di lavoro, con cui opererà l'assise. Accanto all'assemblea plenaria, che si riunirà tre volte l'anno, lavoreranno quattro commissioni, già individuate nelle precedente riunione dell'8 luglio ad Amatrice. Si tratta dei gruppi di lavoro Sviluppo economico, turismo, infrastrutture e reti telematiche, Ambiente ed Energia, che si sono riuniti operativamente oggi per la prima volta e che avranno il compito di preparare i progetti, in base alle loro specifiche aree di competenza, non prima di aver tracciato una mappa conoscitiva dei fattori comuni fra i vari territori, in cui emergano le potenzialità e i punti critici.
«Quella di oggi è un'occasione importante per costruire una rete di relazioni, da cui emergano progetti comuni, su cui lavorare concretamente- ha commentato la presidente pezzopane-. Fare sistema equivale a non depotenziare il ruolo delle province, ma a compiere un salto di qualità, misurandoci con progetti condivisi, nei tavoli che contano».

03/03/2006 16.03