Turrivalignani: primo incontro del Consiglio regionale abruzzesi nel mondo

Alessandro Biancardi

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Turrivalignani: primo incontro del Consiglio regionale abruzzesi nel mondo
  IL VIAGGIO IN AMERICA LATINA  
«Guardare è riscoprire le radici comuni non solo come un fatto nostalgico ma come opportunità di cultura e di studio per migliorare le condizioni delle nuove generazioni».
Sarebbe questo lo scopo d'azione del nuovo consiglio d'amministrazione della Cram, il consiglio regionale per gli abruzzesi nel mondo che da oggi si ritrova riunito all'hotel Regis di Turrivalignani per il primo incontro.
Il Cram è formato da rappresentanti del consiglio regionale e da circa 50 associazioni che rappresentano emigrati abruzzesi in 60 nazioni del mondo.
Nella due giorni si discuterà il programma per i prossimi anni e si approverà il bilancio alla presenza anche del presidente della Regione Ottaviano Del Turco.
È un organismo –secondo le parole del suo presidente Donato Di Matteo - che si propone di dare una svolta radicale dei rapporti della nostra regione con quanti, sparsi per il mondo hanno origini abruzzesi.
È anche vero che con il passar del tempo, ormai, sono sempre meno i veri emigrati, cioè le persone che oltre sessant'anni fa hanno deciso di trovare fortuna in altre parti del mondo. Molte delle azioni che saranno intraprese dal Cram, infatti, saranno dirette maggiormente alle seconde, terze e quarte generazioni, cioè i figli e i figli dei figli di quegli emigranti abruzzesi. In molti casi questi “abruzzesi” non parlano italiano ed hanno anche dimenticato le origini dei loro genitori o dei loro nonni, immersi completamente in una cultura diversa.
Dal recente viaggio dei consiglieri regionali abruzzesi nel mondo in America Latina sono emerse diverse emergenze che riguardano proprio i nostri corregionali, molti dei quali vivrebbero davvero in condizioni disagiate e non potrebbero permettersi, in molti casi, nemmeno l'assistenza sanitaria.
«Una delle prime cose che faremo sarà mettere in atto un vero e proprio censimento per conoscere esattamente i nomi e le località degli abruzzesi nel mondo», ha spiegato il presidente Donato Di Matteo, «molti, infatti, sono rappresentati da associazioni ma il nostro scopo è quello di puntare a sensibilizzare e raggiungere anche coloro che, invece, non sono iscritti in nessuna associazione. È una vasta realtà in espansione e che col passar del tempo sta cambiando velocemente. Si pensi per esempio che in alcune zone dell'Australia, come Perth , ci sono più vastesi che a Vasto. E questo capita in molte altre zone del mondo. Si capisce così il numero enorme di persone che ha radici in Abruzzo».
Riuscire, dunque, a sensibilizzare da un lato e a riavvicinare alla loro regione d'origine tutti gli abruzzesi sparsi per il mondo è il vero obiettivo del Cram.
Ma come si riuscirà a raggiungere tale obiettivo?
La programmazione sarà formalizzata proprio nella due giorni in partenza oggi.
Molto sarà fatto attraverso il Web con la creazione di un portale dedicato che fornisca indicazioni, moduli, informazioni generali, notizie utili di quanto accade in regione e quanto può servire a chi è lontano.
In molti casi saranno offerte opportunità per riavvicinare e per operare il ricongiungimento, in altri casi, invece, saranno realizzati progetti di stage per i figli degli emigrati in aziende abruzzesi.
Tra i progetti e le buone intenzioni ci sarebbero anche quelli di realizzare un vero e proprio museo virtuale ed un Tg Web per aumentare gli scambi culturali e facilitare anche l'aspetto turistico.
«Questa due giorni di lavori a Turrivalignani» ha concluso il presidente Di Matteo, «sarà ricordato come l'incontro-svolta nella storia dei rapporti fra la Regione Abruzzo e le comunità di corregionali che vivono lontano dalla nostra terra. Avremo la possibilità di conoscerci personalmente e di gettare le basi per un nuovo corso che possa far sentire meno soli i nostri corregionali all'estero».

27/02/2006 9.39