Dopo le chiacchiere della Bit ecco le priorità del turismo in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Dopo le chiacchiere della Bit ecco le priorità del turismo in Abruzzo
ABRUZZO. La Fiba-Confesercenti ha richiesto un incontro urgente con la giunta regionale. Sembra molto critica e chiara sull'immobilismo che la nostra regione continua a vivere. Il cambiamento pubblicizzato con l'avvicendamento politico non c'è stato.
Si parla molto del turismo in questi giorni grazie alle fiere di Milano e in Germania che vedono protagonista anche la nostra regione.
Fiere che hano visto manifestazioni ma soprattutto parole, tante parole e proclami spesso anche eccessivi e fuori luogo; una vetrina (soprattutto per gli amministratori abruzzesi che hano dato bella mostra di sè) che sembra aver dato visibilità a pochi progetti, molto generali, dalle previsioni forse troppo ottimistiche.
Tuttavia al di là del facile trionfalismo e dei discorsi di circostanza sono ancora molti i problemi da risolvere nel settore turismo e che, a distanza di quasi un anno dall'insediamento della nuova giunta di centrosinistra, sembrano ancora molto lontani dall'essere risolti.
E' innegabile l'immobilismo indotto a causa della legge dello spoil system che ha di fatto paralizzato l'Aptr, immobilismo rotto solo da qualche sporadica iniziativa di promozione lasciata ai volti noti dello sport abruzzese.
Oggi è la Fiba- Confesercenti, la Federazione italiana balneatori, che chiede un incontro urgente con la giunta Del Turco per fare il punto della situazione ed avere risposte in merito a problemi precisi che affliggono da anni il settore.
«Vogliamo conoscere quali sono i provvedimenti che sono stati messi in cantiere su problemi cronici che ben si conoscono», dice Ciro Gorilla, «il tempo stringe ed una nuova stagione per il turismo balneare si avvicina, purtroppo però le condizioni in cui un'intera categoria è costretta a lavorare non sono mutate».
Ecco le priorità secondo l'associazione di categoria.

Aumento indiscriminato dei canoni del 300%
«La nostra Regione», scrive la Fiba, «in qualità di coordinatrice delle politiche regionali sul turismo, svolga un'azione di pressione che porti alla soluzione del problema, oramai in campo dal 2004, con uno dei primi provvedimenti dalla prossima legislatura nazionale, anche perché è pronto sul tavolo dei ministeri competenti (attività produttive, Infrastrutture ed Economia) una proposta condivisa da quasi tutto il parlamento e dalle categorie sindacali che prevede la diversificazione dei canoni a seconda della valenza turistica».

Piano demaniale marittimo
Da più di un anno tutti i comuni della costa abruzzese avrebbero dovuto dotarsi dei piani spiaggia invece ad oggi le amministrazioni locali sono inadempienti
determinando una situazione di paralisi che compromette sempre di più la competitività delle aziende.
Tale situazione viene determinata anche dal fatto che il PDM regione non è un piano con norme atte a regolare il turismo ricreativo sul demanio marittimo ma è essenzialmente un piano urbanistico regionale con norme particolari e simili per tutta la regione.
«Le amministrazioni comunali, infatti», secondo la Fiba, «incontrano grosse difficoltà nel calare poi sul proprio territorio i principi imposti dal piano. Occorre capire le intenzioni della regione su tali argomenti in un confronto in cui vorremmo illustrare delle nostre proposte in merito. In ragione dei ritardi che si stanno accumulando e dell'imminenza della prossima stagione estiva, riteniamo necessario anche per la prossima stagione estiva che la Regione Abruzzo riproponga al più presto una soluzione temporanea che riconfermi il rilascio delle concessioni demaniali marittime stagionali, senza diritto d'insistenza. Sarebbe opportuno infine sollecitare le amministrazioni civiche a definire al più presto i Piani demaniali comunali».

Erosione della costa
Sul progetto RICAMA in fase di realizzazione (soprattutto nella zona di Pescara sud), la Fiba ritiene che la politica degli interventi a pioggia -stralciando parti dei progetti esecutivi- possa vanificare lo scopo stesso del progetto.
«Visto che bisogna razionalizzare al massimo i finanziamenti», propone ancora la Fiba, «gli interventi per ogni zona dovrebbero essere realizzati nella sua totalità , non a pioggia e su più lotti della costa regionale determinando una tabella delle priorità degli appalti. Per le emergenze spesso ci si muove nel buio. Per la difesa del suolo, soprattutto la nostra regione,che preserva giustamente ampi tratti del proprio territorio, è necessario avere riferimenti normativi e finanziari che rendono automatici alcuni interventi in caso di calamità . L'unica legge, oggi utilizzata per far fronte alle mareggiate è la Legge Regionale n° 17/74 limitatamente a salvaguardia di infrastrutture e centri abitati. Ma essa è incompleta in quanto non considera la salvaguardia del bene costa come valore ambientale ed economico e viene finanziata con importi insufficienti da essere spesso vanificata».

Delega alla difesa della costa
L'associazione di categoria è poi ancora in attesa di conoscere l'Assessore di riferimento con cui la categoria delle imprese della balneazione dovrà confrontarsi per le problematiche del settore.

Inquinamento
«Riteniamo», conclude il documento della Fiba, «che la pubblica amministrazione debba attuare una forte prevenzione, intervenendo soprattutto lungo i corsi dei fiumi ed individuare le fonti dell'inquinamento. Ritornando ad una politica ambientale per i corsi dei fiumi (alvei e argini naturali, piantumazioni, programmazione dei prelievi dei materiali lapidei ecc), ed evitare, come accade ogni anno, la strumentalizzazione dei dati sull'inquinamento da parte degli organi di informazione».
21/02/2006 12.13

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