Aviaria: in due giorni -70% dei consumi di carne di pollo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Riunito questa mattina il tavolo per fare il punto della situazione e proporre iniziative contro la psicosi.
Il dato è sconcertante: a meno di 4 giorni dell'arrivo del virus in Italia 7 italiani su 10 scelgono di non comprare più carne bianche. E' quanto emerge dai dati Fedagri, La Federazione Nazionale delle Cooperative Agricole ed Agroalimentari.

«In soli due giorni si è registrato un calo del 70% dei consumi di carni avicola, siamo prossimi al tracollo, il settore non può resistere altri quindici giorni in queste condizioni».
Sugli italiani non sembrano avere effetto le rassicurazioni lanciate nei giorni scorsi sulla non pericolosità delle carni bianche. E dopo l'allarme lanciato
ieri dal presidente Avitalia Gaetano De Lauretis dalle pagine di PrimaDaNoi.it  oggi preoccupazione e sconcerto vengono espressi da Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative.

La Federazione raggruppa importanti aziende cooperative del settore avicolo come Aia, Amadori e Pollo del Campo e associa 40 cooperative ai cui fanno capo 800 soci e 9.700 addetti, considera la situazione «molto preoccupante».
«Chiediamo che vengano rese effettive le misure di sostegno al settore promesse nei mesi scorsi», spiega Bruni riferendosi ai 20 milioni di euro «che verrebbero utilizzati per l'acquisto delle 17 mila tonnellate di polli congelati, da parte dell'Agea e lo spostamento dei contributi previdenziali e tributari». Si tratta di una misura non risolutiva della crisi ma che consentirebbe «almeno una boccata di respiro per le aziende e per il mercato», afferma il presidente di Fedagri.
«Anche questa volta stiamo assistendo ad un panico collettivo ingiustificato, il problema dell'influenza aviaria, ad ora, riguarda solo i volatili selvatici migratori, è quindi un problema di sanità veterinaria e ci auguriamo che venga risolto a livello veterinario.
Non c'è nessuna connessione tra il consumo di carne avicola e il contagio con la malattia», continuano ad insistere gli addetti al settore, «i nostri allevamenti sono controllatissimi e l'etichettatura garantisce ulteriormente ai consumatori la qualità dei prodotti italiani»


TAVOLO DI CONCERTAZIONE DI PESCARA
Preoccupazione è stata espressa anche dall'assessore regionale all'Agricoltura, Marco Verticelli. Nell'ambito del tavolo di concertazione riunito questa mattina a Pescara -che vede riunite le Amministrazioni provinciali (presenti i presidenti Tommaso Coletti e Pino De Dominicis, l'assessore della provincia dell'Aquila, Luca Angelini, e Francesco Di Gialleonardo, consigliere della Provincia di Teramo)-, Verticelli ha informato sugli atti immediatamente assunti, di concerto con l'Assessore al Lavoro, e in particolare sulla richiesta rivolta al Ministero per il riconoscimento dello stato di crisi, con particolare attenzione agli aspetti relativi al reddito delle imprese e ai problemi di gestione della forza lavoro.
L'Assessore all'Agricoltura abruzzese ha inoltre richiesto la formazione di una sorta di «rete di solidarietà» per affrontare la crisi, che veda tra i protagonisti le Amministrazioni provinciali, le organizzazioni professionali, le imprese.
All'incontro ha partecipato Gaetano De Lauretis, presidente di Avitalia, che ha illustrato le iniziative assunte a livello ministeriale e le ricadute delle stesse nel nostro territorio regionale.
In particolare, ha ribadito la necessità di dilazionare il pagamento degli oneri fiscali e tributari e la scadenza delle rate di mutui per investimenti, provvedimenti, ad oggi, rifiutati dal governo.

Il settore in Abruzzo annovera 600 milioni di euro di fatturato, con circa 1800 occupati concentrati in larga misura nella provincia di Teramo; cifre che ben fanno comprendere le ripercussioni sociali e occupazionali di questa situazione di grave crisi.

L'incontro si è concluso con due proposte operative. Con la prima, avviare, assieme alle amministrazioni provinciali, una incisiva campagna di comunicazione e informazione sulla sicurezza delle produzioni regionali che in tempi rapidissimi raggiunga tutta la comunità abruzzese. Inoltre, per far fronte alle difficoltà del momento, predisporre senza indugio un provvedimento amministrativo per il credito di conduzione alle aziende produttrici.

15/02/2006 14.21