Anci: «Contrastare il ridimensionamento delle Poste nei piccoli centri»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il presidente dell’associazione dei comuni abruzzesi, Antonio Centi, scrive una lettera a Del Turco per sensibilizzarlo sull’ormai critico problema. Con la Finanziaria 2006 le cose sono destinate a peggiorare.
Sempre meno uffici postali in regione. E a farne le spese sono sempre più comuni piccoli o piccolissimi e naturalmente i cittadini, spesso molto anziani, che persino per ritirare la pensione devono sobbarcarsi viaggi lunghi e faticosi.
Il presidente dell'Anci Antonio Centi, ha scritto oggi una lettera al presidente Del Turco per informarlo e sensibilizzarlo sulla questione.
«Negli ultimi tempi», spiega Centi, «la nostra Associazione regionale registra nuove e preoccupate segnalazioni provenienti dai Sindaci dei Comuni di minore dimensione demografica riferite a progetti di ulteriori ridimensionamenti del funzionamento di uffici postali. Sulla stessa questione qualche mese fa si sono avute anche manifestazioni dei Sindaci come quelli della provincia dell'Aquila presso la Prefettura senza, a come sembra, ottenere garanzie stabili nel merito da parte dell'Ente Poste».
A questo punto, secondo l'Anci la questione dovrebbe essere affrontata con lo stesso determinato taglio con il quale è stato avviato il confronto con la Società Autostrada dei Parchi.
«In tal senso», scrive nella lettera Centi, «c'è da aggiungere che l'art. 96 della “Finanziaria 2006” ha disposto che il Ministero dell'Economia e delle Finanze corrisponda a favore di Poste s.p.a. un ulteriore contributo di 40 milioni di euro per ognuno degli anni 2006, 2007 e 2008 in relazione agli obblighi del servizio pubblico universale per i recapiti postali. E' opportuno contrastare il disegno di Ente Poste che – ormai è chiaro a tutti – mentre da un lato incassa “graziosamente” ogni cospicuo contributo dello Stato, comunque concesso e dato esclusivamente per sostenere i vari aspetti del servizio pubblico , dall'altro invoca le “leggi del mercato puro” per legittimare i tagli, i ridimensionamenti ed anche le soppressioni degli uffici in zone ritenute marginali; come dire con un efficacissimo detto popolare : “questo mi piglio e bene non ti voglio”».
Anci-Abruzzo si dichiara pronta a sostenere azioni anche forti per la causa.

11/02/2006 16.45