Un master per il restauro del patrimonio abruzzese

Alessandro Biancardi

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«Con la sagacia del grande comunicatore, Gabriele d'Annunzio denunciava nel 1892 le precarie condizioni della abbazia di S. Clemente a Casauria, cogliendo nel monumento il forte legame con il paesaggio e con l'identità storica dell'Abruzzo. Anche lo sviluppo recente della regione si caratterizza in campo nazionale e ormai internazionale per la sua continuità con i valori più autentici: l'Abruzzo riesce a vendere i risultati di un profondo attaccamento alla terra e alla tradizione mai venuto meno nel corso dei secoli».
Così spiega Claudio Varagnoli, direttore del nuovo master sull'importanza della formazione nel campo del recupero dei centri storici, delle case, castelli e palazzi antichi, di cui la nostra provincia è ricca.
«L'apertura che l'Ateneo “d'Annunzio” e la Facoltà di Architettura ormai perseguono da anni nei confronti del territorio», spiega il responsabile, «si concreta oggi in un'iniziativa pensata per rinsaldare uno dei punti di forza della regione, il suo patrimonio architettonico; fatto di monumenti, celebri e importanti, ma anche di tante semplici case, di borghi agricoli o montani sempre portatori, per quanto poveri, di una dignità architettonica che l'edilizia contemporanea sembra avere smarrito ormai da tempo».
Un patrimonio enorme che deve essere conosciuto e conservato, per potere essere valorizzato nei modi opportuni.
Sono questi gli obiettivi del master universitario in “Conservazione e recupero dell'edilizia storica” (www. coremasterpescara.it) che aprirà i battenti a gennaio presso la Facoltà di Architettura dell'Ateneo “d'Annunzio”, in collaborazione con lo IAL-Abruzzo e con la stessa Regione.
Venti allievi potranno seguire corsi di approfondimento per orientare la propria preparazione nel settore delicatissimo del restauro, della conservazione e del recupero delle testimonianze architettoniche del passato.
Specialisti e docenti dell'Ateneo abruzzese e di altre università italiane e straniere approfondiranno con gli allievi il tema del restauro dell'architettura tradizionale.
C'è tutto un patrimonio di centri storici abbandonati, di case rurali in rovina, di castelli e palazzi quasi cancellati dall'oblio che meritano di essere restaurati e restituiti, laddove possibile, alla normale vita dei cittadini; quindi inserendo anche le esigenze contemporanee, che possono essere meglio soddisfatte dalla dimensione raccolta del costruito storico, più che dalla congestionata città moderna.
«L'obiettivo è quindi quello di formare una classe di professionisti che possa collaborare con le istituzioni locali», conclude, «nell'impegnativo compito di restituire all'architettura storica abruzzese i valori dimenticati. Non si tratta di un corso puramente teorico. Grazie all'appoggio della Soprintendenza Regionale, sarà possibile per gli allievi frequentare stages formativi che li pongano a diretto contatto con le pietre, i mattoni, la calce degli antichi monumenti, integrando le conoscenze teoriche con l'indispensabile apporto operativo. Con lo scopo di definire un bagaglio di conoscenze che contribuirà non solo alla conservazione del passato, ma ancor di più alla costruzione del futuro».



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11/02/2006 9.57