Euromed. «Simboli religiosi non possono essere oggetto di sarcasmo»

Alessandro Biancardi

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Una mozione con la quale «si condanna la violenza seguita alla pubblicazione delle vignette caricaturali su Maometto» è stata votata all'unanimità nella riunione dell'ufficio politico della commissione intermediterranea che si è svolta a Palermo, composta tra gli altri dai rappresentanti di Abruzzo, Campania e Sicilia e presieduta dal presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro. Presentata dell'assessore abruzzese Mimmo Srour, la mozione votata ribadisce che «il dialogo tra le società e le culture è lo strumento principale: elemento imprescindibile per assicurare progresso e sviluppo condiviso e sul quale la nostra istituzione ha fondato la propria azione».
Proprio in ragione delle vignette satiriche, l'ufficio politico della commissione intermediterranea ha voluto sottolineare che lo scontro di civiltà come progetto politico penalizza le forze delle due sponde impegnate in un'opera di dialogo e di costruzione.
Ma, ha scritto nella mozione, «la libertà di espressione non deve travalicare il rispetto delle sensibilità religiose».
Un punto importante che l'assessore alle Relazioni con i Paesi del Mediterraneo, Mimmo Srour, ha voluto precisare.
«La libertà di stampa - ha detto nel corso del suo intervento a Palermo - è fuori discussione, ma bisogna farne un uso responsabile, soprattutto quando ci sono in gioco valori religiosi che danno senso compiuto alla vita di milioni di persone. Perciò dobbiamo al tempo stesso difendere la libertà dei danesi dall'aggressione estremista, ma anche il diritto degli islamici a vedere rispettati i loro valori religiosi. I simboli religiosi, di qualunque religione si parli, - ha concluso Srour - devono essere rispettati e non possono essere oggetto di sarcasmo, satira o dileggio».
10/02/2006 13.59