Cram: arrivo a Caracas ed attesa per gli esiti della missione

Alessandro Biancardi

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Arriva oggi, 9 febbraio 2006, a Caracas, in Venezuela, la delegazione della Regione Abruzzo, guidata dai consiglieri regionali Donato Di Matteo, Presidente del CRAM (Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo), Giuseppe Tagliente ed Antonio Verini, appena concluse le visite alle comunità degli abruzzesi d'Argentina (Buenos Aires e Mar del Plata) e Brasile (San Paulo e Rio de Janeiro). Vi rimarrà tre giorni prima di far rientro in Italia, il 13 febbraio.
«Osservo come sia un grande atto di sensibilità istituzionale, questo del Consiglio Regionale d'Abruzzo, verso i corregionali dell'America Latina», dice Gofredo Palmerini, componente del Cram, «nNe va dato merito al Presidente per aver egli con determinazione, quale chiaro atto simbolico, voluto avviare l'attività del Consiglio degli Abruzzesi nel Mondo, che avrà la sua prima riunione il 27 e 28 febbraio prossimi, con una missione ricognitiva sulle comunità dei nostri corregionali nei più grandi Paesi del sud America. Non casualmente, dicevo, in quanto proprio Argentina, Brasile e Venezuela vivono oggi, per varie cause, una loro difficile congiuntura con problemi sociali ed economici, con le conseguenti ricadute negative sulle comunità abruzzesi in quei Paesi».

Si attendono dunque con ansia gli esiti della missione che saranno un'essenziale base di conoscenza e di riflessione sulle migliori politiche che il CRAM potrà impostare, con il contributo dei delegati nominati dalle Federazioni degli Abruzzesi nel mondo, sotto forma di proposte operative della Regione a favore dei suoi figli nei cinque continenti.

«Saranno quindi valutati con notevole riguardo», aggiunge Palmerini, «spirito e risultati di questa missione. Incideranno certamente nel profondo, utili per costruire una nuova, qualificata ed efficace politica verso gli Abruzzesi dell'America latina e, viceversa, nelle relazioni con la Regione d'origine. Una politica che s'affranchi da ogni indulgenza nostalgica e paternalistica e che invece si dispieghi sulle grandi potenzialità presenti nelle comunità abruzzesi all'estero, con le quali le Istituzioni regionali e l'Abruzzo intero possono realizzare una solida rete di opportunità sociali, culturali ed economiche di rilievo. Notevoli, infatti, sono le capacità d'iniziativa, d'impresa e d'ingegno dei nostri corregionali, ovunque dimostrate all'estero, che hanno fatto guadagnare alla nostra gente il rispetto, la stima e la considerazione dei Paesi dei quali gli Abruzzesi hanno orgogliosamente il vanto d'aver contribuito a far crescere. Con loro, i nostri corregionali, l'Abruzzo può costruire rapporti di collaborazione che possono aprire interessanti prospettive di sviluppo e di reciproco interesse».
09/02/2006 9.09