Sole24ore: Pescara la più ricca, Schiavi d'Abruzzo il più povero

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2069

ABRUZZO. La nostra regione si colloca al 13 posto tra le regioni italiane per imponibile Irpef dichiarato dalle famiglie. Ecco i risultati. Mentre a Schiavi D'Abruzzo è guerra per la "figuraccia"

ABRUZZO. La nostra regione si colloca al 13 posto tra le regioni italiane per
imponibile Irpef dichiarato dalle famiglie. Ecco i risultati. Mentre a Schiavi
D'Abruzzo è guerra per la "figuraccia"



Quanto sono ricchi gli abruzzesi? Secondo una ricerca del Sole24ore non molto. Nell'ultima rilevazione del quotidiano economico è tracciata la mappa della ricchezza in Italia e la regione Abruzzo si colloca al 13° posto (oltre metà classifica).
La statistica è stata disegnata calcolando l'imponibile Irpef medio per famiglia che per la Abruzzo è stato di € 23.745 nel 2005, sostanzialmente nella media italiana.
I centri più ”ricchi” sono quelli capoluogo:
-Pescara con 31.373 euro (il più ”povero” della provincia Sant'Eufemia a Majella con 10.329),
-L'Aquila con 31.135 (in coda Villa Santa Lucia degli Abruzzi con 9.451),
-Teramo con 30.278 (Rocca Santa Maria con 13.189),
-Chieti con 27.051 (Schiavi d'Abruzzo con 6.217).
Dei 305 comuni abruzzesi in 234 sono entro la quota dei 20mila euro, 68 tra i 20 e i 390mila, tre tra i 30 e i 40mila, nessuno oltre i 40mila.

Dunque il paese più povero in assoluto in Abruzzo risulta essere Schiavi D'Abruzzo.
«No, non posso credere che i dati, pur desunti da un rapporto autorevole come quello del Sole-24 Ore, siano indicativi di una situazione reale», ha commentato ieri al Messaggero, Piero Paolo Sciarra, da due anni sindaco del paese. Ne è certo: il paese da lui guidato, il più a sud e il più alto in quota del Vastese, non è la maglia nera della regione quanto a reddito familiare.
«Immagino che il quotidiano economico –ha spiegato al quotidiano abruzzese- si sia attenuto rigorosamente ai freddi numeri delle dichiarazioni dei redditi degli abruzzesi, ma da qui a dire che Schiavi è il comune più povero della regione ce ne passa. In paese vivono poco meno di 1300 persone, in maggioranza pensionati, è vero, e questo non aiuta ad alzare la media, ma non mancano i dipendenti pubblici, i giovani e gli artigiani, in prevalenza fabbri, quelli che numerosi hanno aperto bottega lungo la Fondovalle Trigno, nel nostro territorio comunale. Di indigenti veri, negli uffici comunali, ne passano pochi, anche perché nei piccoli centri è ancora viva, per fortuna, la solidarietà del porta a porta, mentre consistenti sono le rimesse finanziarie degli schiavesi di Roma che, d'estate, tornano in Abruzzo per le vacanze».

Ma la minoranza non ci sta e contesta il primo cittadino.

«E' mia intenzione complimentarmi con la Giunta Sciarra-Piluso per l'ennesima figuraccia rimediata, questa volta in campo nazionale, di fronte a tutta l'Italia», attacca Francesco Bottone di “Voci Libere”, «scambiandosi le poltrone di sindaco e di vice, i due presunti amministratori hanno malgovernato per oltre venti anni e con quali risultati? Che oggi Schiavi d'Abruzzo è il paese più povero della provincia e della regione, e il terzultimo in tutta Italia. Questa volta il loquace vicesindaco Piluso (già sindaco per venti anni consecutivi), che solitamente interviene nel dibattito politico, ha perso la parola oltre che la faccia e non ha avuto il coraggio di commentare i dati allarmanti e fallimentari che riguardano proprio la sua amministrazione, e ha mandato avanti il primo cittadino ad arrampicarsi sugli specchi e cercare di negare l'evidenza. Il sindaco Sciarra», continua Bottone, «può apparire su tutte le tv e su tutti i giornali a dire il contrario, ma sono i numeri e la realtà verificabile del paese a sbugiardarlo ancora una volta. Quali giovani? Quali nuove attività artigianali? Quelle di cui farnetica il Sindaco non sono affatto nuove attività, ma semplicemente attività già esistenti che si sono recentemente stabilite nel capannone sulla fondovalle Trignina. Non racconti favole, ma abbia invece l'onestà e il coraggio di riconoscere il proprio fallimento politico, insieme a quello del suo attuale vicesindaco Piluso Luciano che ha retto sciaguratamente le redini politiche del paese per venti anni, seduto comodamente sulla poltrona di sindaco e di presidente della comunità montana. Ecco chi sono i responsabili della indecorosa, mortificante e allarmante situazione attuale».

08/02/2006 9.58