«10mln il giro di affari per servizi telefonici non richiesti in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono queste le cifre di una indagine di Guardiacivica che ha segnalato i presunti abusi al garante.
Guardiacivica (www.guardiacivica.it) denuncia l'oramai grave problema della pretesa di pagamento di servizi telefonici mai ricevuti che i gestori delle comunicazioni rivolgono ai consumatori Abruzzesi. Guardiacivica ha portato a termine una indagine iniziata alcuni mesi fa nelle province Abruzzesi di L'Aquila, Pescara, Cheti e Teramo per cercare di avere un quadro più definito dei costi e delle spese accessorie che i gestori addebitano ogni anno a Consumatori assolutamente ignari e mai informati su servizi oltretutto mai ordinati ad aziende quali Telecom Italia, Wind, Fastweb, Tele2.
E' appena il caso di ricordare che il nuovo codice del consumo prevede, all'articolo 57, che nessun servizio possa essere dato a pagamento se non espressamente richiesto dall'Utente e che questo non è tenuto a pagare nessuna fornitura non richiesta.
Riportiamo il testo integrale dell'articolo 57 a cui facciamo riferimento:
«Art. 57.
Fornitura non richiesta
1. E' vietata la fornitura di beni o servizi al consumatore in
mancanza di una sua previa ordinazione nel caso in cui la fornitura
comporti una richiesta di pagamento.
2. Il consumatore non e' tenuto ad alcuna prestazione corrispettiva
in caso di fornitura non richiesta. In ogni caso la mancata risposta
non significa consenso».
Ma la cosa sconvolgente è che i risultati dell'indagine, promossa in Abruzzo attraverso le sedi Provinciali di Guardiacivica, ha prodotto dei risultati che nemmeno la Presidenza dell'Associazione avrebbe mai immaginato.
E' risultato infatti che nella regione Abruzzo l'ammontare complessivo del volume d'affari di tali servizi sia di poco inferiore ai 10 milioni di Euro all'anno, una cifra spaventosa se si considera il numero relativamente basso di abitanti della nostra Regione e che non sono solo le aziende a patire il problema ma anche, ed ancor di più, le famiglie di ogni ordine e classe di reddito.
Per non parlare poi delle difficoltà enormi che ogni consumatore si trova a dover superare per instaurare un rapporto diretto con il gestore che ha prodotto l'abuso il quale, quasi certamente aggiungiamo noi, fa leva anche sul fatto che molti decidono di pagare per non avere altri fastidi relativi all'instaurarsi di un quasi certo contenzioso con il gestore.
Guardiacivica ha indirizzato al Garante (AGCOM) un informativa dettagliata sulla situazione Abruzzese e sulle risultanze dell'indagine svolta nelle quattro province nella certezza di ricevere, come è stato per altre precedenti iniziative, una risposta circa l'atteggiamento da assumere verso i gestori telefonici affinchè questi cessino in maniera netta ogni abuso.
07/02/2006 13.00