Verdi. «Un piano energetico decennale regionale. Ne vogliamo parlare?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Quale futuro per la nostra regione sul piano energetico? I Verdi propongono un piano ed una programmazione che svincoli pian piano il territorio dall'assoggettamento agli idrocarburi.


ABRUZZO. Quale futuro per la nostra regione sul piano energetico? I Verdi propongono un piano ed una programmazione che svincoli pian piano il territorio dall'assoggettamento agli idrocarburi.



«Un piano decennale di uscita dalla dipendenza dei combustibili fossili, che punti sul risparmio e sulle fonti rinnovabili».
È questa la proposta che i Verdi porranno sul tavolo della maggioranza e della Giunta Del Turco a partire dagli incontri in programma questa settimana.
Non misure isolate ma un vero e proprio programma che intervenga organicamente in tutto il settore energetico con apposite voci di bilancio, leggi e progetti strategici finalizzati.
Un piano che punti subito sull'uso razionale dell'energia per raggiungere nel più breve tempo possibile la nuova realtà dell'energia distribuita a livello locale.
«È necessaria», spiega Mario Camilli, presidente dei Verdi abruzzesi, «una riforma dell'agenzia regionale per l'energia che la renda finalmente operativa, la definizione dei distretti energetici, per una individuazione ottimale degli ambiti di sfruttamento delle bio masse, e la redazione del piano energetico regionale, così come di misure finalizzate nei piani di sviluppo rurale e dei trasporti. Mentre nelle altre regioni iniziano esperienze che vanno in questa direzione (da ultimo, la regione Lazio ha sottoscritto un protocollo con la Coldiretti per la produzione di biodiesel) la nostra regione sembra non capire l'importanza della questione energetica».
L'Abruzzo invece potrebbe realizzare, secondo gli ambientalisti, un modello efficiente in grado di dare nuove prospettive all'agricoltura, oggi in forte difficoltà, migliori servizi a prezzi più bassi, vantaggi competitivi alle imprese, il rilancio del mercato interno e nuovi obiettivi per la ricerca e l'innovazione.
«È una sfida sul futuro dell'Abruzzo su cui i Verdi non lasceranno nulla di intentato», aggiunge Camilli, «è una scelta che può far rimanere in regione oltre 300 milioni di Euro l'anno di bolletta energetica, creando un ricco mercato interno e nuove e numerose opportunità di lavoro. È un progetto strategico in grado di fare società e coesione sociale, di liberare energie nuove e di gestire positivamente il territorio. I Verdi ritengono fondamentale questa scelta strategica per la nostra regione anche in considerazione del fatto che l'alto costo dei servizi, si guardi la sanità, e la debolezza strutturale del nostro sistema produttivo, non sono più sostenibili con politiche tradizionali. Su questo i Verdi hanno deciso di incalzare l'Unione e di chiamare alla mobilitazione le associazioni di categoria, gli amministratori e i cittadini».
06/02/2006 12.28