Istat. Uva e vino: i numeri del 2005

Alessandro Biancardi

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Istat. Uva e vino: i numeri del 2005
L'Istat ha reso noto oggi i dati sulla produzione vitivinicola in Italia.
Nel 2005 il raccolto di uve da vino è pari a 68,9 milioni di quintali, in diminuzione del 5,2 per cento rispetto all'annata precedente (Grafico 1; Tavola 1). A livello territoriale, il raccolto diminuisce nel Nord (-13,2 per cento) e nel Centro (-9,2 per cento) mentre aumenta nel Mezzogiorno (+4,5 per cento).
Oltre la metà della produzione (56,5 per cento) si concentra in quattro regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia).
La Puglia è la maggiore produttrice di uva da vino (11,4 milioni di quintali), seguita dalla Sicilia (9,6 milioni di quintali), dal Veneto (9,3 milioni di quintali) e dall'Emilia-Romagna (8,7 milioni di quintali).
Rispetto al 2004, gli aumenti di produzione più consistenti in termini relativi si registrano in Basilicata (+25,4 per cento) e in Calabria (+24,4 per cento), mentre in termini assoluti in Puglia con +926 mila quintali di uve prodotte. La produzione rileva un calo maggiore in Veneto (-21,2 per cento) e in Emilia-Romagna (-14,4 per cento).
Il prodotto raccolto è impiegato quasi esclusivamente per la produzione di vino o di mosti (68,6 milioni di quintali, pari al 99,5 per cento) (Tavola 2); la quota residua è destinata al consumo diretto o alla produzione di succhi d'uva.
Il consumo diretto dell'uva da vino è un fenomeno presente in tutte le regioni e province autonome, ad eccezione della Valle d'Aosta, del Molise, della Basilicata e della provincia di Trento.

L'ABRUZZO. L'Istat segna un incremento del 3,8% della raccolta di uva da vino nel 2005 rispetto al 2004. Infatti erano stati raccolti 4.7620 35 q di uva nel 2004 e l'anno seguente invece erano stati 4.578 888.
C'è tuttavia da precisare che il calo è stato generalizzato in tutte le altre regioni con perdite del -14,4% per esempio in Toscana e -21,2% in Veneto. Dunque, la perdita in termini di quantità dell'uva raccolta in Abruzzo si può definire assolutamente trascurabile.
Per quanto riguarda, invece, la destinazione dell'uva da vino nel 2005, in Abruzzo, la stragrande quantità (4.557.500 q di uva) è stata destinata alla vinificazione, soltanto 20.888 q al consumo diretto ed appena 500 q per la produzione di succhi d'uva.

Altro dato che farà riflettere il mondo dell'agricoltura è che anche nel 2005 si è registrato un calo del 3,7% per quanto riguarda la produzione di uva da tavola ormai in vertiginosa discesa da una quindicina d'anni.
Nel 2004 erano 268.185 i quintali raccolti di uva da tavola, nel 2005 invece appena 258.380.
Si deve tuttavia registrare il caso di alcune regioni che, pur non avendo una tradizione di uva da tavola, negli ultimi12 mesi hanno segnato un incremento addirittura del 67,8% come nel caso della Lombardia e della 42,1% della Calabria per la raccolta di uva da tavola.
Il dato inequivocabile sta ad indicare come, mentre in Abruzzo si tende alla riconversione e ad abbandonare questo mercato, questo sia florido nelle altre regioni con guadagni accettabili.

E veniamo alla produzione del vino: il bianco prodotto ammonta a 1.348.000 ettolitri; il rosso invece a 2.022.526, il mosto soltanto 98.002 ettolitri.
Secondo l'Istat si è registrato un incremento di produzione di vino bianco del 2% nel periodo di riferimento mentre un netto calo del 6,5% interessa i rossi ed i rosati.
Anche il mosto segna un - 3%.
E cosa dire dei marchi di qualità?
Si pensi che 1.147.280 ettolitri di vino hanno la denominazione Doc e Docg, mentre soltanto 180.950 hl quella di Igt . Ma nei 12 mesi passati si sono persi circa il 3% di Doc.

31/01/2006 13.42