Confcommercio: «Ridurre i tempi di accesso alla Capitale dopo il casello»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Forse per spostare l’attenzione dalle responsabilità dell’ente gestore delle autostrade A24 e A25, la Confcommercio punta il dito su un altro problema “capitale” che riguarda tutti coloro che si recano a Roma dal versante adriatico.


ABRUZZO. Forse per spostare l'attenzione dalle responsabilità dell'ente
gestore delle autostrade A24 e A25, la Confcommercio punta il dito su un altro
problema “capitale” che riguarda tutti coloro che si recano a Roma dal versante
adriatico.





Un appello affinché le autorità coinvolte possano prendere coscienza ed affrontare in maniera decisa la problematica relativa agli insostenibili tempi di accesso alla Capitale, una volta usciti dal casello di Roma Est, da parte degli utenti provenienti dalle Autostrade A24 Teramo-L'Aquila-Roma e A25 Pescara-Roma, che collegano il versante adriatico a quello tirrenico.
E' stato inviato dal presidente Ezio Ardizzi ai presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Puglia, ai presidenti delle amministrazioni provinciali, ai sindaci, ai prefetti, alle Camere di Commercio dei capoluoghi di provincia sempre di Abruzzo, Lazio, Marche e Puglia, nonché alle Societa' Concessionarie delle Autostrade Strada dei Parchi Spa e Atostrade per L'italia Spa, oltre che all'ANAS.

Vengono giudicati inammissibili i tempi di accesso alla Capitale dopo l'uscita dal casello di Roma Est che assumono rilevanza soprattutto in proporzione a quelli impiegati per percorrere oltre 250 chilometri.

«Stiamo ascoltando in questi giorni le polemiche sugli aumenti delle tariffe autostradali intervenuti nel corso degli anni», spiega Ardizzi, «e ci appare strano come il fulcro di tali polemiche si concentri esclusivamente sul lato prettamente economico, senza considerare invece il fatto che i tempi medi di percorrenza dei tratti autostradali sopra indicati arrivino ad un massimo di un'ora, mentre quelli minimi necessari per arrivare dal casello al centro di Roma, pari a circa trenta chilometri, vadano dall'ora e mezzo alle tre ore. Non riteniamo infatti possibile che un'autostrada così importante, quale quella che per l'appunto concentra i flussi di utenza provenienti per i più svariati motivi, in primis di carattere lavorativo, ma anche commerciale e turistico, da ben quattro regioni – Abruzzo, Lazio, basse Marche e alta Puglia, bel lungi dal fornire una facilitazione, offra al contrario un profondo disservizio, venendo così meno al proprio scopo principale, che dovrebbe essere quello di razionalizzare il traffico e diminuire i tempi di percorrenza».

La Confcommercio si chiede pertanto a quale titolo proporre ulteriori aumenti dei pedaggi, quando, a fronte di questi, non si effettuino interventi in grado di risolvere il cuore del problema?
Il problema evidenziato è sicuramente una priorità che va affrontta subito.


«Non possiamo continuare a paragonare il casello romano», continua la Confcommercio Abruzzo, «alla vecchia locanda dove le antiche diligenze effettuavano il cambio dei cavalli per averne di più freschi; per continuare nella metafora, assistiamo infatti al paradosso che i nuovi cavalli coprono un tratto cinque volte più breve in tempi doppi o tripli rispetto ai precedenti. Ma al di là dei riferimenti storici, torniamo nel presente per denunciare una sensazione di profondo disagio da parte di un elevatissimo numero di utenti, che si trova ad essere letteralmente “scaricato” fuori dalle porte di Roma, quando al contrario in città quali Bologna, Firenze, Napoli, Bari, l'Autostrada permette di arrivare quasi nel centro cittadino».

23/01/2006 13.30