Finmek: molte proposte, pochi incontri, nessun risultato

Alessandro Biancardi

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ROMA. Si è tenuto ieri un incontro con il Governo. Sarebbero 27 le proposte giunte sul tavolo per operare una riconversione tutta da definire. Tutto è rimandato al prossimo 6 febbraio. Nel frattempo la protesta dei lavoratori prosegue nel blog.

ROMA. Si è tenuto ieri un incontro con il Governo. Sarebbero 27 le proposte
giunte sul tavolo per operare una riconversione tutta da definire. Tutto è
rimandato al prossimo 6 febbraio. Nel frattempo la protesta dei lavoratori
prosegue nel blog.


Sono 64 le "manifestazioni di interesse" arrivate sul tavolo del Commissario straordinario della Finmek per la vertenza del polo elettronico.
Di queste, 16 sono state dichiarate inammissibili per inconsistenza finanziaria e tre hanno rinunciato dopo la presentazione dei bilanci del gruppo.
Le restanti 27 proposte, di cui 17 riguardano singoli siti produttivi, sono al vaglio dell'autorità liquidatrice che potrà dare le prime risposte solo il prossimo 6 febbraio.
Lo ha comunicato il commissario straordinario della Finmek, Gianluca Vidal, all'assemblea di questo pomeriggio con sindacati e lavoratori, alla quale hanno preso parte gli assessori Fernando Fabbiani e Valentina Bianchi.
Ogni decisione è stata rinviata al 6 febbraio e questo ha provocato la protesta di sindacati e lavoratori.
Della stessa opinione i due assessori: «Siamo delusi per le mancate risposte - hanno dichiarato - e siamo preoccupati anche per la ristrettezza dei tempi a disposizione per i provvedimenti che interessano i lavoratori dell'Aquila e Sulmona».
La questione riguarda anche il cosiddetto decreto per gli anmortizzatori sociali, per il quale, da parte del Governo, rapprentato da Gianfranco Borghini, non sono giunte risposte. Lo slittamento della vertenza al sei febbraio pone non poche problematiche legate alle proposte operative in mano al Commissario straordinario.
«Il dato positivo - hanno detto Bianchi e Fabbiani - e che anche in questa sede si è ribadita la necessità di non lasciare fuori dalla vertenza nessun lavoratore».
Per quanto riguarda una possibile proroga degli ammortizzatori sociali per i lavoratori della Finmek, dal Governo non arrivano risposte certe.
«Anzi - ha detto Fabbiani - questo silenzio preoccupa non poco».
Per questo subito dopo la riunione, l'Assessore si è diretto al Ministero del Lavoro per accertarsi a che punto è la stesura del decreto sulgli ammortizzatori sociali che dovrebbe essere approvato in chiusura di legislatura.
«Siano l'unica regione ad aver prestanto al Ministero un prospetto dettagliato della situazione previdenziale dei lavoratori abruzzesi del comparto elettonico», ha concluso Fabbiani.

Tuttavia i lavoratori sono scettici e ribadiscono che «non è arrivata nessuna risposta certa ne riguardo il piano industriale ne riguardo gli ammortizzatori sociali».
Intanto sono trascorsi circa 100 giorni da quando i lavoratori abruzzesi della Finmek hanno deciso di dar vita alla loro protesta attraverso il blog (www.poloelettronico.it ) che proprio in questi giorni ha raggiunto quota 50.000 visite.

«In cuor nostro», si legge nel blog, «speravamo che non dovesse durare tanto e che una soluzione arrivasse prima, anche se sapevamo che la nostra vertenza era complicata.
Lunedi 23 gennaio ‘06, saranno 4 mesi che la nostra fabbrica ha chiuso i battenti. 120 giorni di sofferenza per i dipendenti Finmek, che sono diventati "fantasmi del lavoro!".
Noi ci auguriamo di poter tornare presto ai nostri turni di lavoro, per poter riprendere la produzione che è stata bruscamente interrotta il 23 settembre scorso.
In questo periodo», continuano gli autori del blog, «ci sono state tante iniziative per difendere i posti di lavoro, (anche se si é parlato spesso solo di ammortizzatori sociali) ma tutte improntate alla massima civiltà. Il presidio del gazebo ne é un esempio tangibile: parte dei lavoratori si sono avvicendate, garantendo la copertura dei turni e il loro sacrificio, in questi giorni freddissimi, é davvero encomiabile. Con l'occasione è stata approfondito la conoscenza tra di noi ed è sorta una grande solidarietà che ci unisce in questa prova durissima. Purtroppo,in questa come in altre iniziative, c'è qualche "latitanza" a livello di gioco di squadra. Comunque noi invitiamo tutti i lavoratori a leggere il sottotitolo del nostro blog che da 100 giorni ripete: "Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso".

18/01/2006 9.43