La Sielte rischia di chiudere, la Telecom se ne infischia

Alessandro Biancardi

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Si inceppa la vertenza della Sielte per assenza dell'invitato più importante: la Telecom.
La Uil Abruzzo giudica gravissima tale l'assenza dal tavolo nazionale convocato per ieri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per affrontare la crisi Sielte in Abruzzo.

Telecom era stata invitata già il 30 dicembre alla riunione convocata presso la Regione Abruzzo all'indomani dell'arrivo delle prime lettere di licenziamento. Non si era presentata. Tutti confidavamo che almeno all'invito del Governo non si sarebbe sottratta. E invece, Telecom non si è vista né sentita.

«Le responsabilità di Telecom nella vicenda Sielte, come in genere nel settore degli appalti telefonici, sono pesanti», dice il segretario Roberto campo segretario Uil, «dalla trascuratezza sempre più accentuata circa le norme della sicurezza sul lavoro, al proliferare di modalità di sub-appalto scorrette ed irregolari. Più in generale, l'Abruzzo ha molto di cui dolersi nei confronti di Telecom, che ha ridotto in questi anni in qualità ed in quantità più che proporzionale rispetto ad altre realtà i propri investimenti nella nostra regione. Eppure, a giudicare dalla vicenda Sielte, le Istituzioni a tutti i livelli non sono in grado di assicurarci un confronto con questa azienda. Delle due l'una, una più grave dell'altra: o dobbiamo credere che il Governo non ha l'autorità e l'autorevolezza per portare al tavolo Telecom, o dobbiamo sospettare che non ci si sia impegnato poi troppo. Sono due conclusioni inaccettabili», aggiunge Campo, «per cui insisteremo affinché Telecom scenda dal pero e venga a parlare di appalti, di sub-appalti, di sicurezza e di investimenti con le rappresentanza istituzionali e sociali dell'Abruzzo. Del resto, il confronto con i grandi gruppi come Telecom, ma anche Ferrovie, Autostrade, Enel, Eni, era, ed è, il cuore della Vertenza Abruzzo».

Intanto, prosegue la lotta dei lavoratori Sielte. Due ore al giorno di sciopero martedì, mercoledì e giovedì; l'intera giornata venerdì, con manifestazione di protesta.
17/01/2006 10.02