Vertenza Abruzzo: ora tocca al Governo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si sono raccolti i dati che saranno presentati al ministro Maroni per predisporre gli ammortizzatori sociali. C'è attesa per l'incontro intanto si registra l'accordo tra Regione e sindacati.

PESCARA. Si sono raccolti i dati che saranno presentati al ministro Maroni per predisporre gli ammortizzatori sociali. C'è attesa per l'incontro intanto si registra l'accordo tra Regione e sindacati.




La raccolta incrociata dei dati ha portato ad un numero complessivo di quasi mille unità lavorative da avviare al pensionamento.
Ben 717 sono dipendenti di aziende delle provincia dell'Aquila tra le quali la Finmek SpA, la Oliit, la Finmek Solution, la Optimes e la Lares Tecno.
Per Teramo la quasi totalità dei lavoratori opera presso la Teleco Cavi mentre in provincia di Pescara i circa 70 lavoratori interessati provengono, per lo più, da Sielte e Larep.
Una una settantina i lavoratori interesasati della provincia di Chieti.

E si è svolta questa mattina nella sede della Regione Abruzzo a Pescara la riunione tra l'assessore Fabbiani e le parti sociali per la definizione della documentazione sulle crisi regionali del settore elettronico-telecomunicazioni. E' stato predisposto un fascicolo, con l'aiuto dell'Inps e dell'Inail, nonché delle Province, che domani verrà consegnato al Ministero del Lavoro, in ottemperanza di quanto chiesto dal Ministro Maroni.

Ora tocca al Ministero del Lavoro, a fronte dei dati raccolti, mantenere l'impegno di prospettare strumenti e percorsi per mettere a disposizione dei lavoratori di queste realtà industriali in crisi o fallite ammortizzatori adeguati, con le norme vigenti o con nuove norme, precisando i contenuti tecnici e le scelte politiche che si intendono mettere in campo.

Come convenuto anche nel precedente incontro presso il Ministero del Lavoro, l'impiego degli ammortizzatori sociali si dovrà intrecciare con la definizione di soluzioni industriali, che assicurino il ritorno al lavoro di almeno parte dei lavoratori.

La Uil ha chiesto all'assessore Fabbiani di rappresentare domani al Ministero del Lavoro l'esigenza che vengano convocati al più presto gli incontri per le diverse realtà interessate (al momento, c'è solo la data del 9 gennaio per Finmek), con particolare urgenza per Oliit e Sielte.
«A nostro giudizio», ha precisato Roberto campo segretario Uil, «è necessario che venga finalmente offerta una data anche per una prima sessione del tavolo complessivo con il Governo, che deve coordinare tutto il lavoro e assicurare l'interazione di nuove scelte industriali e nuove misure di accompagnamento, sostegno al reddito ed assistenza. La Uil prende atto positivamente della risposta data dall'Assessore Fabbiani sulla creazione a breve della cabina di regia regionale sulle crisi industriali, che verrà istituita presso l'Assessorato al Lavoro, ma rappresenterà un punto di riferimento unitario dell'intera Giunta (Presidenza, Attività Produttive e Lavoro)».
Entro l'anno, l'Assessore organizzerà un incontro per Sielte (che sta inviando lettere di licenziamento ai dipendenti contravvenendo agli impegni presi con l'Assessore il 27 dicembre) cui saranno invitati Telecom, il Prefetto, la Direzione Provinciale e Regionale de Lavoro.

«La presentazione al Ministero del Lavoro, in calendario per domani, dei dati completi relativi al numero dei lavoratori abruzzesi del settore elettronica e telecomunicazioni nelle condizioni di esssere accompagnati al pensionamento attraverso ammortizzatori sociali può rappresentare la chiave di volta di un percorso politico che conitunerà a vederci parte attiva».
Lo ha dichiarato l'assesore Fernando Fabbiani che ha aggiunto: «la vertenza Abruzzo non finisce certo oggi ma da oggi può e deve ripartire con un nuovo slancio. Infatti, con il quadro definito della situazione, almeno per ciò che riguarda questo settore, siamo nelle condizioni di poter chiedere ed ottenere uno specifico impegno politico del Ministro Maroni e quindi del Governo nazionale dopo l'incontro di giovedì scorso che ha riaperto degli spiragli. Tuttavia, sarebbe assurdo e tutt'altro che lungimirante» ha continuato l'assesore Fabbiani «limitarsi a chiedere provvedimenti di puro e semplice assistenzialismo per i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità che abbiano i requisiti. Il nostro lavoro, invece, dovrà inserirsi in una logica di reindustrailzzazione o di riconversione del territorio. In questo modo, infatti, eviteremo di impoverirlo oltre a scongiurare rischi di brutte sorprese».
29/12/2005 13.58