Pendolari: le proteste (quelle sì) vanno come un treno

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

925

"Stiamo costruendo una storia diversa" annunciano gli spot televisivi di questi giorni di Trenitalia. «Ora comprendiamo il perché», annuncia Alessio Di Florio portavoce di un comitato spontaneo di pendolari della tratta Termoli Pescara, che ogni giorno vivono la “favola del treno”. Sveglia la mattina presto per andare al lavoro, ritorno in serata a casa. E se tutto questo non fosse già abbastanza spiacevole ci pensa Trenitalia a risollevare l'uomore dei pendolari.
Sembrerebbe che gli spot abbiano avuto più l'effetto di irritare che sopire i passeggeri abruzzesi che ormai sono sempre più agguerriti. Perché bisognerebbe protestare con la società che detiene il monopolio di fatto del trasporto su rotaie persino perché non si riesce a protestare.
«Il finale di questa “storia da costruire” è tutt'altro che piacevole», annuciano i viaggiatori spiegando anche cosa sono costretti a sopportare tutti i giorni.
«La magnifica nuova tratta Ortona-Casalbordino», spiega Di Florio, «è un'odissea. Alla stazione di Vasto Porto non c'è la biglietteria. A domanda l'unico addetto risponde: “il biglietto? 25 euro sul treno (quindi con supplemento per non essersi premuniti del ticket prima di salire in carrozza). Alla fine del mese poi come ci arriviamo?Paga Trenitalia?».
Da sempre il nostro bel Paese è anche conosciuto all'estero per la qualità dei treni che pure negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante.
Ma anche Casalbordino e Fossacesia non vanno meglio.
«Al freddo e al gelo, abbandonati da Dio e dagli uomini, nulla di nulla, biglietti da nessuna parte o scarsi e in fascia chilometrica maggiore, monitor che inventano orari, binari e ritardi. Tutto questo grazie dell'efficienza dei nuovi servizi!»
Non si salva nemmeno Pescara Porta Nuova. «Anche qui stiamo costantemente al freddo e al gelo, senza nessun riparo, e ci ritroviamo a scommettere sui minuti di ritardo». Ridere per non piagere, direbbe qualcuno.
Pochi chilometri di distanza e si arriva a Pescara Centrale: «Finalmente alla “grande stazione” e, dopo un lungo tragitto, non è possibile neanche andare in bagno: se non hai 50 centesimi non hai scampo».
I pendolari aspettano e si augurano che qualcosa cambi e «ringraziano commossi» Trenitalia per l'emozione di una favola chiamata treno.
Problemi di sempre e ben conosciuti dalla dirigenza del colosso che tuttavia ha preferito più tagliare biglietterie e stazioni piuttosto che offrire servizi migliori e più civili.
Ma non si pensi che siano problemi isolati: c'è pure la tratta Sora-Avezzano.
Una interrogazione urgente è stata inviata, dal Capogruppo dell'Udeur, Angelo Di Paolo, all'assessore regionale ai trasporti Tommaso Ginoble.
«Dopo aver raccolto le proteste degli studenti» ha esordito Di Paolo «che giornalmente sono costretti a scontare una situazione di disagio determinata dalla insufficienza del numero di carrozze assegnate da Trenitalia alla linea Sora –Avezzano, ho presentato una interrogazione all'Assessore Regionale ai Trasporti».
«L'interrogazione in questione», ha continuato Di Paolo, «ha lo scopo di denunciare il disinteresse dei vertici della società nei confronti di una situazione di sovraffollamento, divenuta oramai sistematica che potrebbe generare anche situazioni di tensione».
«Oltre tutto», ha concluso Di Paolo, «è un diritto dei viaggiatori pretendere condizioni migliori se si considera il costo del biglietto, non di certo, come si suol dire, regalato».
22/12/2005 15.02