Il papocchio di Abruzzo Engineering viene a galla grazie alle beghe del Pdl

Alessandro Biancardi

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ALFREDO CASTIGLIONE

ALFREDO CASTIGLIONE

ABRUZZO. Un po’ come capita a livello nazionale anche in Abruzzo pare andare nello stesso modo.

Il Pdl è così forte e la minoranza così debole che i problemi gli azzurri berlusconiani se li devono creare da soli. Il maggiore problema di Berlusconi ora è Fini, mica il Pd. Così in Abruzzo l’incognita che preoccupa si chiama Daniela Stati, convinta di pagare un prezzo troppo alto che non le competerebbe. Ecco che allora saltano fuori le mille incongruenze, i veleni ed i misteri su Abruzzo Engineering. Una bella trasparenza in salsa ripicca che almeno segna dei punti fermi e dà modo ai cittadini di conoscere aspetti fondamentali che la giunta Chiodi ha sempre voluto tenere nascosti. Ma “l’imprevisto Stati” ha la lingua lunga.

Ma andiamo nell’ordine.

Tirato in ballo dalle conferenze stampa a ripetizioni di Daniela Stati, Alfredo Castiglione, assessore alle strutture informatiche,  si produce in un comunicato studiato e riflettuto a tavolino.  Vuole dare «un contributo di chiarezza» e finisce per sollevare altri dubbi.

«AE» spiega Castiglione, «è stata costituita, con legge regionale, nel corso della precedente consiliatura (che mi vedeva sedere tra i banchi dell'opposizione) ed aveva, ed ha, tra gli scopi statutari, la sicurezza ambientale e territoriale, oltre alla Protezione Civile ed E-Government. Sempre dal precedente governo aveva ricevuto incarichi di assistenza alle varie Direzioni regionali che seguivano, appunto, la sicurezza ambientale e territoriale, la Protezione Civile. Con la legge n.34 art.11 del 2007 la Regione Abruzzo ha conferito, sempre ad AE, "diritti speciali ed esclusivi al fine di dare concreta attuazione alle funzioni ed attività relative alla sicurezza ambientale e territoriale, nonché per la realizzazione e gestione di una infrastruttura a banda larga e la realizzazione dei servizi ad essa connessi". Di conseguenza - prosegue l'assessore - aveva avuto incarichi per la realizzazione dell'anello principale e secondario per la banda larga, oltre che per la realizzazione di un centro servizi ed un centro tecnico per un importo pari a circa 53 milioni di euro, a valere sui programmi DOCUP e POR FESR, oltre ad un progetto finanziato dal CIPE».

Castiglione quando parla di precedente governo parla di Del Turco e soprattutto di Lamberto Quarta, suo fido braccio destro che di Abruzzo Engineering era il presidente, sempre pronto a conferenze stampa per annunciare questo o quel maxifinanziamento e progetti mai terminati.

Tutto andava a gonfie vele. Appena Quarta è sparito ed è arrivato Chiodi lo scenario si è capovolto. Le cose hanno cominciato ad andare talmente male che lo stesso presidente Chiodi si è visto costretto a nominare (si spera formalmente con documenti alla mano) il suo socio di studio, Carmine Tancredi, per dare una occhiata ai conti di Abruzzo Engineering. Impresa difficoltosa visto che proprio nella società mista si annidano «bugiardoni» come la stessa Stati nelle intercettazioni definiva i vertici aziendali.

Detto questo Castiglione aggiunge due preziosissime perle.

La prima. Tre mesi fa si stava pensando all’opportunità di far svolgere ad Ae un nuovo progetto che riguardava le cave «valutando la possibilità di affidare l’incarico attraverso la procedura dell'House Providing» (affidamento diretto senza gara, ndr). La cosa è però naufragata, ha detto oggi Castiglione, «il dirigente rilevava l'impossibilità di considerare AE società, appunto, "in House Providing"». Tradotto in parole povere significa che la Regione non può affidare direttamente ad Abruzzo Engineering centinaia di milioni di appalti direttamente. Accipicchia che sventura: vuoi vedere che finora tutti gli appalti erano stati girati senza appalto?

La seconda perla. Da alcuni mesi PrimadaNoi.it aveva notato che sul sito istituzionale di Ae, tra i componenti del Cda c’era anche tale Domenico Longhi, omonimo del dirigente regionale all’informatica. Anzi proprio lui in un sospetto conflitto di interesse. Oggi però Castiglione fuga ogni dubbio.

«Vi informo che il direttore regionale dell'Informatica ha da subito rinunciato all'incarico che, dunque, non ha mai svolto mansioni nello stesso Consiglio di amministrazione».

Bene, bisognerà capire però da chi è stato sostituito, quando e perché sul sito c’è ancora il suo nome.

STATI SENTE PUZZA DI BRUCIATO

Alla Stati non sono parse vere le parole scritte nero su bianco dell’assessore all’informatica e rifila una sventagliata di domande.

 «Se è vero che», dice la Stati, «il dirigente del Servizio informatica, Domenico Longhi, di competenza di Castiglione, rinunciò subito all'incarico nel Consiglio di amministrazione, perchè mai partecipava non solo da uditore alle riunioni di Abruzzo Engineering? I dirigenti del mio ex assessorato invece non hanno mai partecipato ad alcuna riunione sul piano industriale di AE. L'assessore Castiglione dice che il suo dirigente, nel redigere il piano cave, rilevava l'impossibilità di considerare AE società, appunto, in House Providing. Bene, ma allora», si chiede Daniela Stati, «tutti i lavori che AE, dalla sua nascita, ha svolto anche per la Regione Abruzzo, lavorando sotto varie Giunte Regionali, come sono stati dati? Con bandi di evidenza pubblica o affidamenti diretti? E quindi i 53 milioni di lavori per la banda larga, per la realizzazione di un centro servizi ed un centro tecnico, utilizzando i programmi DOCUP e POR FESR, sono affidamenti diretti? E chi li dovrà rendicontare e come dovranno essere rendicontati?».

«Non era certo competenza del mio ex assessorato che richiese espressamente, al tempo in cui ero assessore alla Protezione Civile, un parere legale all'avvocatura regionale proprio sulla natura di giuridica di AE circa gli affidamenti diretti», ha spiegato oggi Stati.

L’ex assessore poi rimprovera Castiglione di non aver mai portato tali perplessità in giunta.

Infine le ultime stoccate: «da consigliere regionale, gentile assessore Castiglione, la pregherei di fornirmi tutti gli atti e le delibere di affidamento diretto che la Regione Abruzzo ha fatto nei confronti di AE dalla sua nascita. Solo così potremmo fare veramente chiarezza e rendere trasparente agli occhi dei cittadini abruzzesi tutta la storia».

Belle domande quelle di Stati anche perchè nelle famose intercettazioni dell’inchiesta che l’ha coinvolta si parla spesso -ma solo “privatamente”- di trovare “soluzioni formali” («aggiustare le carte») ai problemi circa la rendicontazione da parte della Regione degli affidamenti ad Ae.

D’altro canto anche gli investigatori si sono accorti di grosse irregolarità amministrative e lacune che riguardano proprio le delibere di affidamento degli incarichi e altro.

Insomma pare di capire che le delibere non ci siano.  Come rendicontare allora i lavori svolti da Ae? E se non si rendicontano non si possono pagare. Sarà per questo che Ae deve a Selex la cifra di 20milioni di euro? Per fortuna ci pensa Berlusconi che di recente ha affidato proprio ad Abruzzo Engineering nuovi incarichi e fondi.

La difesa della Sati è chiara: non sono cose che competevano a me. Giusto, ma quando si fa parte del sistema si fa il gioco del silenzio, quando la solidarietà del gruppo viene meno allora si fanno le domande giuste e si pretendono risposte. Daniela Stati sta diventando una cittadina (quasi) normale.

 14/09/2010 19.51