Raccolta differenziata in Abruzzo: ferma all'11,3%

Alessandro Biancardi

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Raccolta differenziata in Abruzzo: ferma all'11,3%
  ABRUZZO. In quattro anni le cose non sono cambiate ed il problema dei rifiuti viene ancora gestito "in emergenza". Secondo i Verdi occorre una seria programmazione ed investire con criterio sulla raccolta differenziata. La nostra regione rimane agli ultimi posti nella classifica nazionale con una media di 11,3% di rifiuti differenziati.  
Il problema dei rifiuti? Mai risolto sempre in cronica emergenza. La raccolta differenziata? Mai presa sul serio. Risultati? Sconfortanti e la regione Abruzzo rimane agli ultimi posti della classifica nazionale.
Se ne è discusso nei giorni scorsi in un convegno promosso dalla Provincia di Chieti he ha tracciato un bilancio dell'operato nel settore e illustrato le ipotetiche linee guida.
L'incontro è stato moderato da Panfilo Di Silvio, Presidente del Consiglio Provinciale di Chieti e dall'Assessore provinciale all'Ambiente, Nicola Petta.
«Il problema dei rifiuti è in uno stato di continua emergenza in molte aree d'Italia», hanno dichiarato, «ma esistono esperienze e soluzioni gestionali che possono essere replicate, per aiutare a risolvere il problema. Lo scopo di questo incontro è quello di analizzare il problema e di mettere a confronto esperienze maturate in questi anni in alcune zone d'Italia al fine di fornire agli amministratori locali degli spunti per l'adozione delle migliori pratiche».
Per esempio la provincia di Chieti, in cui la raccolta differenziata è passata dal 9,9% del 2002 al 15,3% del 2004, «sta lavorando per arrivare entro breve agli standard europei e del nord Italia».

«L'esperienza del Consorzio Intercomunale Priula, che si occupa di raccolta differenziata e di riciclaggio», ha detto Walter Caporale capogruppo dei Verdi alla Regione, «in ben 24 Comuni del
Veneto, e che ha raggiunto percentuali record di raccolta e riciclaggio del 60-70%, dimostra che esiste una concreta alternativa agli inceneritori: la promozione di una seria politica di raccolta differenziata (vetro, umido, carta, alluminio, plastica, legno, metalli…) e di riciclaggio, recupero e riutilizzo dei materiali. Oggi noi possiamo ridurre, entro breve tempo, i nostri rifiuti di ben il 76%, con un notevole risparmio per le Amministrazioni locali ma anche per i cittadini, introducendo anche il criterio della tariffa e del premio per chi realizza quotidianamente la raccolta differenziata».
Occorre dunque sviluppare una sinergia: la regione Abruzzo potrebbe lavorare insieme alla quattro amministrazioni provinciali per elaborare un Piano Regionale dei Rifiuti e per realizzare soluzioni concrete e definitive che ci permettano di evitare situazioni critiche come quelle che si sono verificate in Campania negli ultimi mesi.
«Ma dobbiamo cominciare a lavorare, e seriamente, da subito», ha ammonito Caporale, «per questo motivo è anche importante l'annunciata partenza della raccolta porta a porta di “umido”, a partire dal primo gennaio, a Pescara, la più grande città abruzzese: questo esempio deve essere seguito da tutti i Comuni della nostra regione, realizzando dei Consorzi per la gestione di tutte le attività connesse alla raccolta e al riciclaggio e promovendo incentivi e sgravi fiscali per i cittadini e per le Amministrazioni che sapranno distinguersi concretamente».

Da sempre i Verdi sono sempre attenti ai piani di gestione dei rifiuti che non devono essere visti «come fonte di guadagno per le aziende che li trattano».

Insomma l'invito-appello è quello di passare subito dalla gestione dell'emergenza alla programmazione.
«Non è pensabile che la produzione di rifiuti dei cittadini abruzzesi (496 chili all'anno per abitante) sia aumentata in soli 4 anni del 9,5% e che la raccolta differenziata sia ferma, nella nostra regione, all'11,3%».

14/11/2005 9.00