Dom Serafini: l'abruzzese negli Usa candidato al Senato

Alessandro Biancardi

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Per la prima volta nella storia alle prossime elezioni politiche parteciperanno anche gli italiani all'estero. PrimaDaNoi.it ha incontrato il candidato per il Nord America e l'America Centrale.

Per la prima volta nella storia alle prossime elezioni politiche parteciperanno anche gli italiani all'estero.
PrimaDaNoi.it ha incontrato il candidato per il Nord America e l'America Centrale.


E' Abruzzese: si sente e si vede. Ha tutto: l'istinto, la disciplina, l'incisività. Sta tra l'eterno viaggiatore e la Statua della Libertà. «Non è un uomo, è un “Concord”», dicono gli amici. Guai se si fermasse. Nelle sue vene scorre sangue italiano, nel suo cuore l'Abruzzo: viso pallido, chioma argentata, occhi vivi, animati da una viva scintilla. Sommesso e altero, docile e perentorio, perfezionista di natura, va diritto al risultato.
Questo è Domenico (Dom) Serafini, emigrato in America come milioni di connazionali che hanno continuato a far grande l'Italia anche da laggiù.


Dom vuoi provare a descrivere il Serafini uomo nella vita normale, al di là della politica del lavoro quotidiano, dei viaggi, i discorsi, le strette di mano ed i saluti?
«Sono un buon padre di famiglia ed i miei genitori mi hanno insegnato l'importanza di questo ruolo. Sono nato “caritatevole”, odio la povertà umana, sono dedito e pronto a dare una mano dove c'e' bisogno».

Una importante occasione si presenterà il prossimo aprile, quando gli Italiani d'oltre oceano potranno votare, scegliendo un loro rappresentante al Senato italiano. Dom, vuoi fornire qualche particolare in più?
«A partire dal 21 marzo del 2006 fino al 6 aprile, i cittadini italiani residenti in Canada, Usa, Messico e America Centrale, potranno votare per un loro Senatore e due Deputati per il Parlamento a Roma. Si voterà per corrispondenza. I nostri connazionali riceveranno due schede che dovranno rispedire ai vari consolati»

Sappiamo che ovunque tu sia stato, hai ricevuto accoglienze calorose. Ricordi qualche particolare della tua campagna elettorale?
«Le piccole comunità sembrano essere molto più attente a questo evento storico quale il voto all'estero. Mi ha colpito l'entusiasmo degli italiani a Rochester, NY; l'attenzione mostrata dai nostri connazionali a Monterrey, Messico, e il sollievo dei presidenti delle varie associazioni italiane di Los Angeles quando ho detto loro che mi sarei candidato come indipendente. Tutto ciò è documentato sul mio sito web: www.domserafini.com che ora ha anche una parte video».

Provi mai paura?
«Qualche volta desidero aver paura perchè la paura stimola il pensiero e non ci fa sottovalutare i concorrenti. Comunque la parola sconfitta non esiste nel mio vocabolario. Occorre avere fiducia sia nella propria abilità, decisione e costanza che del buon senso degli italiani all'estero».

Qual è il segreto del successo di un uomo?
«Essere nel posto giusto, al momento giusto, prendere le adeguate decisioni, lavorare sodo, senza risparmio di energie».

Ricominceresti la tua vita daccapo senza sapere ciò che ti attende?
«No, poiché sono contento di quello che attualmente ho raggiunto».

La fortuna ha bussato molte volte alla tua porta?
«Sì, dandomi ottimi genitori e un'eccellente salute».

Quali sono i problemi più assillanti per il futuro dei nostri emigrati?
«Noi all'estero abbiamo meno problemi dei nostri connazionali in Italia, ma ciò non vuol dire che i nostri interessi devono essere ignorati da Roma. Perché, vedi, ignorando i nostri interessi, alla fine, e' l'Italia a pagarne le conseguenze. L'italiano all'estero è la forza motrice dell'esportazione italiana e quindi il volano per l'economia in Italia. Ora, noi desideriamo migliori servizi consolari, lo sviluppo delle scuole italiane, l'insegnamento della lingua italiana, collegamenti aerei con città come Los Angeles e Montreal (ad esempio) e l'Italia, l'assistenza sanitaria quando torniamo in Italia per una visita o lavoro».

Il denaro è più una fonte di gioia o di ansietà?
«Di gioia, specialmente quando si hanno figli da accudire. Io non ho mai pensato che il denaro sia un male, l'importante è usarlo bene, non diventarne schiavi».

In che cosa consiste, secondo te, la vera ricchezza di un Paese?
«La tolleranza, il rispetto, la devozione alla famiglia e alla comunità, l'amore per la Patria, l'affetto verso il Paese che ci ospita, la nostra religione e la capacità di produrre e di consumare saggiamente».

Prima di separarci desideri inviare un appello “personale” alle migliaia di connazionali che ad Aprile voteranno?
«Ora che l'Italia conta su di te, fa si che il tuo voto"conti", e racchiuda ciò che abbiamo desiderato negli ultimi 47 anni. Il momento storico è arrivato. Il tuo voto non solo farà eleggere per la prima volta i nostri rappresentanti al Parlamento italiano, ma rappresenterà una pietra secolare nella storia dell'italiano all'estero; si trovi in Nord America o nell'America Centrale. Grazie per il vostro ascolto».

Più “chiaro” di così Dom Serafini non poteva esserlo. Sicuramente le migliaia di italiani e abruzzesi incontrati in America, conservano di lui un piacevole ricordo. Di sicuro questo voto sarà una tappa importante per il nostro Paese e Dom Serafini sembra avere tutte le carte in regola per essere l'uomo del domani.
Lino Manocchia 11/11/2005 8.30