Intervista a Paul Newman: i motori, l'amore e la beneficenza.

Alessandro Biancardi

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Intervista a Paul Newman: i motori, l'amore e la beneficenza.
      NEW YORK. Ad 80 anni timido, riservato centellina episodi della sua vita. Pratico e pieno di vita non sembra chiuso in una torre di avorio. Anzi "ama i bambini sfortunati".
Paul Leonard Newman, parla di tutto e di tutti, ma non di Paul Newman. Rifugge dal parlare quando non e' necessario: e' questa la
“massima” dell'attore, pilota, patron e benefattore.
Simpatico, gentile, quasi introverso, questo Nume del cinema,
rifugge dal firmare autografi, malgrado, da giovane, confuso per Orson Welles, firmo'-scherzosamente- oltre 500 autografi: ”Auguri da Orson Welles”.
Con Paul, siamo riusciti a riesumare per PrimaDaNoi.it un capitolo della sua brillante carriera di attore, e la passione per le auto da corsa, costruendo così una “Mini Biografia” del suo ciclopico passato artistico/sportivo.
«Il suono che più mi affascina», dice Newman, «è quello di un motore
V8, che ho cominciato ad amare nel 1969, quando filmai “Winning”
che mi aprì la porta del mondo delle corse».
Emotivo, non nasconde una lacrima quando un suo pilota (Sebastian Bourdais) campione della Champ car, a Montreal, dopo aver dato
tutto se stesso, perde la gara per un banale errore al box, ma
esprime la sua naturale gioia per la vittoria di Oriol Servia, sostituto di Bruno Junqueira feritosi ad Indianapolis.
«Debbo molto a Mario (Andretti) per avermi “battezzato” con un paio di giri mozzafiato a New York, prima del film Winning, e per avermi suggerito tanti “trucchi” di guida».
Nel 1972 l'attore aprì la prima pagina del suo palmares, nel quale inserì una delle sue grandi prestazioni: La 24 ore di Daytona (1995) all'età' di 70 anni.
«Continuo a correre perché a bordo di una vettura sento come un “calcio spronatore nel sedere e la mente si schiarisce».
Recentemente Paul chiese a Mario Andretti se voleva partecipare con lui alla prossima 24 ore di LeMans, e Mario, con un nodo alla gola rispose che l'idea lo solleticava, ma che la sua età -65 anni- «non si può innestare la prima».
Nulla sembra scomporre occhi blu, neppure l'idea che l'ottantesima primavera si èposata sulle sue spalle. E con il suo andare dondolante, rilassato, prosegue nella marcia verso i successi che
all'estraneo possono sembrare irraggiungibili, ma che Paul ha sempre raccolto a piene mani.

UNA MAREA DI OSCAR E NOMINATIONS
Questo divo della celluloide, questa superstar è nato il 26 gennaio a Shoker Heights nello stato dell'Ohio, da padre tedesco ebreo e madre irlandese cattolica. Quando gli chiediamo di illuminarci con qualche episodio della sua interminabile carriera, Paul dice senza reticenze: «Che vuoi che ti dica? Che ho 80 anni? E si sa. Che ho gli occhi blu, e lo sanno. Che facevo l'attore? E' ormai ripetuto».
Ma a noi interessava conoscere qualche data, qualche episodio della sua vita ad Hollywood, ed abbiamo appreso che il divo in “Lassù
qualcuno mi ama”, la storia del mitico boxer di Brooklyn Rocky Graziano, fu chiamato, dopo che il regista aveva scelto James Dean, ma un fatale incidente –per eccesso di velocità- tolse la vita all'attore più amato dalla gioventù del secolo, assegnando il ruolo a Paul che prontamente ottenne
l'Oscar. Newman che per nove volte fu candidato all'Oscar, non si considera un grande atleta, ma lo diventa quando sale su un bolide, si definisce una “schiappa” con gli sci, ed un pivellino che inciampa ballando con
Joanne, la fedele consorte di 50 anni.
Paul è talmente preso dalle corse che nel 2003 saltò la premiazione dell'Oscar per il film “Road to perdition”, confessa la signora Newman. Ma l'attore non nasconde qualche sua debacle artistica e racconta: «Erano gli anni '50, Hollywood presentò “Il calice d'argento”. Io indossavo una tunica greca corta che mostrava le mie gambe. Fu il più orrendo film della storia. Allorché la pellicola finì in televisione, pubblicai per una settimana, un'intera pagina del Los Angeles Time con la quale chiedevo scusa agli spettatori suggerendo di non visionarlo. Ma a nulla valsero le…”implorazioni”. Il pubblico lo vide e lo rivide».
Paul Newman è l'unico attore che ha vinto il premio “Actor Academy Award e lo “Special Honorary Award” insieme al compianto Frank Sinatra.
«Posso dire di aver trascorso una vita piena di soddisfazioni e pertanto mi dichiaro fortunato, poichè dalla vita ho imparato tanto,sopratutto a voler bene ai bambini handicappati».
L'uomo che nel 1990 fu prescelto tra i 50 “Beautifull man” – gli uomini più belli -, non si ferma mai di raccogliere ed elargire alle sue istituzioni “Hole in the Wall” che accolgono fanciulli colpiti da mali inguaribili e le offerte piovono copiose per aggiungersi agli annuali milioni che l'attore e la consorte versano per l'organizzazione.
Come vuole essere ricordato, l'Uomo dagli occhi blu?
«Sono stato un padre affezionato alla famiglia, ai nipotini, che porterà con sè il fascino delle corse automobilistiche, le quali mi sorreggono… nonostante tutto». Lino Manocchia SSNphoto.com
31/10/2005 20.01