Le imprese ora si votano ai santi

Alessandro Biancardi

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In 20.000 hanno il nome di un santo. San Marco il più amato (quasi 1.500). Maria solo al quarto posto. I dati completi santo per santo da una indagine della Camera di commercio di Milano.
Anche nell'attività d'impresa può non nuocere assicurarsi una certa protezione “divina”. In Italia sono circa 20.000 le imprese che portano il nome di santi. Il più diffuso? Inaspettatamente non San Francesco, patrono d'Italia (solo 5°, con 716 imprese), o gli apostoli San Pietro (12°, 551 imprese) e San Paolo (7°, 627 imprese). Il 1° posto spetta a San Marco (1.442 imprese) patrono degli allevatori, seguito da San Giorgio (2°, 1.201 imprese), patrono dei militari, e da San Martino (3°, 771 imprese), invocato contro le sbronze. Tra i santi delle imprese, poche le donne. Appena 4 nelle prime 20 posizioni con Santa Maria, 4° in classifica generale (724 imprese), ad occupare il podio più alto. Gli italiani si rivolgono ai santi stranieri. Nati all'estero ben 16 sui primi 20, e dei 4 italiani due sono donne (Santa Lucia e Santa Rita).

Anche in Abruzzo la strampalata classifica vede al primo posto San Marco, San Giovanni (19), San Lorenzo (18), San Giorgio (17), San Francesco e Santa Lucia (10).

Nella top 20 dei santi, il primato spetta alla Lombardia (2.211 imprese, 18,8% del totale italiano, primato in 14 casi), seguita dal Piemonte (1.419 imprese in totale, 12,1%, primato nazionale con Sant'Anna) e dal Veneto (1.154 imprese, 9,8%, primato per San Marco). 4° l'Emilia Romagna (905 imprese, 7,7%) e 5° la Campania (880 imprese, 7,5%, primato nazionale per Santa Lucia e Sant'Antonio). In Sicilia va forte San Giuseppe (129 imprese, 21% del totale nazionale) mentre il 15% del totale delle imprese San Francesco ha sede in Calabria. La provincia più “santa”? Vedendo i primi 20 santi, Milano con 1.011 imprese. Poi Torino (714) Roma (543) e Napoli (440). In linea con il dato nazionale, San Marco e San Giorgio risultano i più richiesti in quasi tutti i capoluoghi di regione. Perfino sotto l‘ombra del cupolone San Marco batte San Pietro 62 imprese a 37. Si distinguono Palermo, che predilige il patrono di falegnami e carpentieri San Giuseppe (23 aziende), Bologna per San Pietro (27 aziende), patrono dei pescatori, e Firenze per San Lorenzo (36 imprese), invocato da diaconi, cuochi e pompieri. I settori di attività dei santi? Imbattibili in acque minerali, banche, onoranze funebri e attività immobiliari. Ma non mancano attività più tradizionali come gli allevamenti di animali San Francesco, l'ittica San Pietro, la falegnameria San Giuseppe, l'ottica Santa Lucia o la fabbrica di limoncello San Martino. 31710/2005 16.33

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