I Verdi: «Mettere ordine nel settore delle medicine delle discipline naturali»

Alessandro Biancardi

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Sono stati presentati due disegni di legge regionali per regolamentare meglio un settore in crescita.
Sarebbero almeno 15 milioni gli italiani – oltre il 25% della popolazione - che farebbero ricorso alle medicine naturali, ossia ad un approccio globale alla persona e alla sua condizione, per il miglioramento della qualità della vita, conseguibile anche mediante la stimolazione delle risorse vitali della persona.
I Verdi hanno deciso di presentare anche in Abruzzo due progetti di legge che regolamentino questo settore in crescita, per la promozione e la conservazione della salute, del benessere e della migliore qualità della vita dei cittadini e allo scopo di assicurare alle persone che si curano con le medicine naturali, un esercizio corretto e professionale delle discipline del benessere e bionaturali.

«Questo», spiega il capogruppo dei Verdi, Walter Caporale, «in una visione integrata della medicina e delle pratiche del benessere necessarie per realizzare quella visione della salute che, secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), non significa soltanto assenza di malattia ma benessere psicofisico, sociale e ambientale. L'impegno per il riconoscimento e la regolamentazione di queste pratiche e di queste medicine ci porterebbe ad adeguarci al livello di Germania, Francia ed Inghilterra».

Per medicine bio-naturali si intendono le pratiche e le tecniche naturali, energetiche, psicosomatiche, artistiche e culturali esercitate per favorire il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona. Tali discipline non sono riconducibili alle attività di cura e riabilitazione fisica e psichica della popolazione erogate dal servizio sanitario, né alle attività connesse a qualunque prescrizione di dieta.

Uno dei riferimenti principali in Europa per le medicine non convenzionali è la risoluzione del Parlamento europeo del 1997, presentata dal verde Lannoye.
«Stante l'attuale assetto delle competenze legislative dello Stato e delle Regioni», spiega ancora Caporale, «risulta impossibile per gli Enti regionali intervenire direttamente nell'individuazione delle figure professionali del settore sanitario e nella determinazione dei relativi profili ed ordinamenti didattici (come ha precisato la Corte costituzionale nella Sentenza n. 353 del 2003). Risulta però possibile anche per la Regione Abruzzo esercitare il potere di iniziativa legislativa che l'art. 121 della Costituzione le riconosce, per contribuire fattivamente all'evoluzione della normativa nazionale del settore. Ho quindi presentato due progetti di legge: il primo, per la definizione delle discipline e delle figure professionali, che auspico in futuro sarà presentato come iniziativa legislativa della Regione Abruzzo al Parlamento italiano; il secondo è un progetto di legge regionale che propone un quadro normativo nel nostro territorio per la pratica delle discipline bio-naturali».


I Verdi chiedono dunque che, una volta che fosse garantita la qualificazione dei medici e degli operatori, il cittadino possa poter scegliere, con un consenso informato, quanto ritiene più adeguato per la sua salute. 31/10/2005 9.15