Pil Abruzzo tra i peggiori d’Italia

Alessandro Biancardi

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Abruzzo tra le regioni d'Italia fanalino di coda per la crescita del prodotto interno lordo.
Il risultato della regione è negativo (-0,1%) e tra i peggiori fatti registrare in tutte le regioni del sud.
Hanno fatto peggio soltanto la Basilicata (-1,5%) la Puglia (-0,8%) ed il Molise (- 0,7%) a fronte delle performances della Sicilia che ha fatto registrare la crescita del Pil più alta delle regioni italiane (+2%) seguita da Calabria (+1,4%), Sardegna (+0,8) e Campania (+0,7%).

Questi i dati resi noti dall'Istat dei conti economici delle regioni italiane relative al 2003.
Non deve stupire il ritardo con il quale vengono prodotti questi dati in quanto, così come avviene per tutti i paesi europei, l'elaborazione delle informazioni molto laboriosa.ma d

Nel 2003 si è registrata una variazione positiva del Pil a livello nazionale dello 0.3% (rispetto all'anno precedente a prezzi 1995). La variazione tuttavia non è stata omogenea su tutto il territorio nazionale.
L'Abruzzo fa registrare un +0,1% nella performance dell'industria in senso stretto, un +1,0% anche per la spesa della famiglia. Leggermente meglio la posizione di Sardegna (+1,6%), Puglia (+1,2%) e Calabria (+1,2%).
Modesto incremento rilevato per la domanda di lavoro: un + 0,1% registrato in Abruzzo, contro la flessione di Puglia (-1,3%), Basilicata (-0,8%), Sardegna (-0,8%) e Molise (-0,4%).
Critica la situazione per la produttività del lavoro che segna un sensibile incremento in Sicilia (+2,1%), Sardegna (+1,7%) e, in misura più contenuta, in Calabria (+0,4%) e Puglia (+0,3%), e fa registrare un dato negativo in Abruzzo (-0,2%)
La flessione dell'industria meridionale è la sintesi di andamenti eterogenei all'interno dei settori di
attività economica: in crescita quello della fabbricazione della carta, stampa ed editoria (+4,5%) e la branca produttrice e distributrice di energia elettrica e gas (+1,9%); in caduta il settore conciario, quelli della fabbricazione di prodotti in cuoio (-7,4%) e di macchine, apparecchi elettrici e mezzi di trasporto (-4,9%) e in misura minore, il settore tessile e dell'abbigliamento (-3,5%). Per quanto riguarda il terziario, nel 2003 crescono sia le attività di intermediazione monetaria e finanziaria (+1,8%) che quelle relative alla sanità (+1,1%), contrapponendosi in tal modo alla contrazione delle attività alberghiere e di ristorazione (-0,5%) e alla sostanziale stazionarietà del commercio (+0,3%) e dei trasporti. R.A 26/10/2005 8.54



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