L'attacco del senatore Pastore (Fi) e la querela ad Amicone.

Alessandro Biancardi

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«Del Turco vuole mettere un bavaglio all'opposizione a spese dei contribuenti». Forza Italia denuncia una querela ai danni del presidente della commisione consiliare di vigilanza, Amicone, per considerazioni esternate lo scorso giugno. Ecco il nuovo tema di scontro.
«Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, vuole mettere un bavaglio all'opposizione a spese dei contribuenti abruzzesi. E' quanto afferma il senatore pescarese Andrea Pastore (Fi), presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.
«Del Turco e la sua Giunta non cessano di meravigliare e stupire noi e l'opinione pubblica;» dichiara il parlamentare. «Invece di assumere iniziative legislative e ammi-nistrative per attuare un serio programma di governo (sono abbondantemente trascorsi i famosi cento giorni e del programma non v'è traccia), Del Turco ha dapprima promosso lo spoil system a go-go con una legge impugnata per incostituzionalità dal Governo, con seria motivazione; ha nominato commissari delle Asl non in sostituzione degli attuali direttori, che evidentemente non sono imputabili di atti di cattiva gestione, ma affiancandoli ai direttori stessi, con funzioni poco chiare e certamente non previste dalla legge.
«Del Turco,» aggiunge Pastore, «ha quindi avallato il goffo tentativo del suo vice, Enrico Paolini, di prevedere la pensione anche per gli assessori esterni. Ora cerca di mettere il bavaglio ai consiglieri regionali di opposizione e, addirittura, al presidente della Commissione di Vigilanza, Mario Amicone, mediante presentazione di querela per diffamazione presen-tata non dal diffamato (Paolini), ma dalla Giunta regionale, avvalendosi non del libero foro (a spese di Paolini), ma dell'avvocatura regionale (a spese del contribuente abruzzese).
«Del Turco e la sua Giunta,» prosegue il senatore azzurro, «hanno dimenticato quanto prevede l'articolo 122, 4° comma, della Costituzione, che dispone l'insindacabilità per i consiglieri regionali, come per i parlamentari nazionali, delle opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni. Inoltre, sembra che Del Turco abbia dimenticato il suo passato di garantista e cavalchi bellamente, da Palazzo Farinosi Branconi, la più bieca vocazione giustizialista che tenta di rimettere alla giurisdizione la soluzione dei contrasti politici, con un atto, la querela, di chiara arroganza e di significativa intimidazione. A quando il regime?» 04/10/2005 9.08