Regioni e Governo: così non va. W il turismo che verrà

Alessandro Biancardi

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Regioni e Governo: così non va. W il turismo che verrà
  FRANCAVILLA AL MARE. Si è discusso del futuro del settore e di come poterlo risollevare. Il quadro delineato è desolante: «manca un sistema Italia, una politica comune e la verve degli operatori». Ma il futuro sarà diverso…  LA PRESENTAZIONE DEL FORUM    ECCO COSA DICONO GLI OPERATORI ABRUZZESI
L'impegno è stato dichiarato pubblicamente: prevedere 300 milioni di euro per le politiche di sviluppo turistico. Ad impegnarsi è stato presentato dal ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, nel disegno di legge della Finanziaria 2006.
Potrebbe essere questo il dato più rilevante della seduta della Conferenza delle Regioni, alla quale ha preso parte anche il ministro dell'Innovazione tecnologica, Lucio Stanca. Il Ministro Scajola ha parlato di competitività del settore, dando rilievo politico anche all'accordo che è stato stretto con la Conferenza delle Regioni sulla nascita del Comitato nazionale per il turismo e dell'Agenzia nazionale per il turismo.
La sessione straordinaria della Conferenza delle regioni e delle province autonomi era stata prevista per discutere ed approvare il cambiamento dello statuto dell'Enit, l'ente nazionale per il turismo. È stata l'occasione per programmare gli sviluppi futuri nell'economia del turismo e sentire diverse voci che però all'unisono, ognuno a modo proprio, sembra aver affermato: “è tempo di rimboccarsi la le maniche e darsi da fare sul serio”.
Erano presenti il vicepresidente della Regione Abruzzo Enrico Paolini, in veste di coordinatore della commissione turismo poiché l'Abruzzo è capofila, Vasco Errani, presidente della Conferenza Regioni e Lucio Stanca, ministro per l'Innovazione tecnologica. CLAUDIO SCAJOLA. “L'Italia non è più appetibile come prima”, ha detto Scajola, “con la modifica del titolo quinto della costituzione e l'abolizione del ministero per il Turismo si sono aggravate le cose e debbo dire che è mancata una vera politica industriale per troppi anni in questo settore favorendo il sorpasso di moltissimi paesi che avevamo sottovalutato. Ma il settore non è allo sfascio. Non è la Caporetto del turismo. Il fatto è che altri sono andati avanti mentre noi abbiamo perso terreno».
Il ministro ha poi elogiato il buon lavoro politicamente trasversale della Commissione che elabora la nuova Carta dell'ente turismo.
«In questa occasione era necessario trovare i punti di intesa», ha aggiunto il ministro, «e li abbiamo trovati: l'obiettivo ora è creare una cabina di regia per il settore. Ma è anche vero che gli operatori si sono adagiati e sono oggi poco competitivi. La battaglia si combatte sul piano della qualità, dell'accoglienza, dei servizi è su questo versante dobbiamo lavorare ancora tanto. Per quello che mi compete sarò vigile affinché in sede di redazione della Finanziaria non siano operati tagli al settore turistico».
VASCO ERRANI. Il presidente della Conferenza, Errani, ha invece sottolineato la velocità dell'accordo raggiunto all'interno della commissione che sottintende uno stato di bisogno ormai alla soglia limite.
«C'è bisogno di fare scelte subito. Questo è il momento di fare», ha detto Errani, «dobbiamo sottolineare alcuni punti fondamentali per poter proseguire. Abbiamo notato come ad una crescita del mondo globale noi, invece, perdiamo terreno. Il motivo fondamentale e la mancanza assoluta di un sistema turistico italiano. È il sistema che non c'è ed è questo il nostro compito oggi: crearlo. Dobbiamo riuscire a stare al passo con i tempi. Dobbiamo far capire agli operatori che l'aggiornamento deve essere repentino perché il mondo cambia in fretta. Dieci anni fa c'era un terzo di destinazioni globali in meno. Un decennio fa il costo ed il tempo per gli spostamenti era di gran lunga superiore. Oggi qui credo», ha concluso Errani, «manchi un ministro, la Moratti, perché è anche a scuola che si creano gli operatori turistici ed anche su questo versante l'Italia è carente».

Gli assessori regionali al Turismo delle regioni Lombardia (Prosperini), del Lazio (Ranucci), della Toscana (Bramedini), della Sardegna (De Pau) e della Liguria (Bozzan) sono i rappresentanti delle regioni che andranno a far parte del Comitato nazionale per il turismo.
ENRICO PAOLINI. I nomi dei cinque assessori regionali, che vanno a comporre il coordinamento delle regioni nel Comitato, sono stati scelti nel corso della riunione straordinaria degli assessori regionali al turismo questa mattina e ratificati in apertura di Conferenza delle regioni. L'assessore Paolini ha poi spiegato che «Il Comitato nazionale per il turismo è di fatto una cabina di regia dalla quale nasce l'Agenzia nazionale per il turismo che sostituirà l'Enit. In questa Agenzia», ha proseguito il vicepresidente, «le Regioni sono ampiamente rappresentate non solo in sede di Consiglio di amministrazione, ma anche nella scelta del presidente e nell'elaborazione dello Statuto. Il Comitato nazionale», ha spiegato ancora Paolini, «avrà compiti di indirizzo per l'attività dell'Agenzia. In questo modo, la politica di sviluppo turistico sarà concepita in modo uniforme per tutte le regioni e non come in passato dove ogni regione lavorava autonomamente nel settore della promozione, con le innegabili differenze dovute alla destinazione delle risorse finanziarie». 28/09/2005 20.13