Cgil: «Inchiodare il Governo alle sue responsabilità nei confronti dell’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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Cgil: «Inchiodare il Governo alle sue responsabilità nei confronti dell’Abruzzo»
  La Cgil lancia l'allarme: «la crisi industriale sta assumendo proporzioni drammatiche. E' ora di avere risposte da Roma». Il segretario regionale sferza il Governo centrale affinchè si possano risolvere positivamente le molte vertenze aperte.
«Il declino industriale nella nostra regione sta assumendo proporzioni enormi e drammatiche». La Cgil Abruzzo ci prova a dare la scossa e ad attirare l'attenzione nuovamente sulla difficilissima situazione che avvolge tutto il settore industriale nella nostra regione. La
Camera del lavoro, dunque, sollecita una mobilitazione generale che coinvolga l'intera regione
e tutti i lavoratori affinché, soprattutto da Roma, si accorgano che poi, nemmeno tanto lontano, c'è una piccola regione in forte crisi. Solo pochi giorni fa venivano diramati dati confortanti che hanno fatto squillare trombe e che riguardavano l'occupazione in Italia: in aumento. In realtà vista dall'Abruzzo la realtà sembra un'altra.
«E' ormai del tutto evidente»,si legge in una nota della segreteria regionale, «che il declino industriale abruzzese sta evolvendo verso un drammatico aggravamento che richiede risposte responsabili e non rinviabili. Da anni abbiamo svolto iniziative, scioperi e lanciato un allarme, accorato e fermo, su quel che sarebbe accaduto del tessuto industriale della nostra regione di fronte ad una palese assenza di una politica industriale ed dal taglio delle risorse che, il governo nazionale, aveva effettuato rispetto agli investimenti nel settore delle Telecomunicazioni».
Una scelta che sta colpendo soprattutto ogni possibilità di ripresa produttiva e di inversione di rotta di una crisi «diventata esplicita e gravissima, che colpisce interi settori produttivi, dalla elettronica al settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, e grande parte del territorio abruzzese».
In realtà continua la nota del sindacato a firma di Franco Leone, abbiamo registrato «l'aumento di milioni di ore di Cassa integrazione guadagni, vertenze che, nonostante gli annunci di soluzioni a portata di mano,
quali Finmek, Oliit, Teleco, Lares Tecno e Optimes, tanto per fare i nomi più ricorrenti non trovano una soluzione, anzi si profilano ipotesi di fallimenti societari».
Le parole e le rassicurazioni in questo scenario non bastano più.
«Gli accordi vanno rispettati», continua il segretario regionale Leone, «Bisogna farlo ad esempio al laboratorio Cnx della Siemens, inchiodando il Governo nazionale alle sue responsabilità, in questa come in altre vicende. Ma con la vertenza Finmek il governo ha gettato la maschera».
Secondo il sindacato questo è «un punto critico rispetto al quale tutto l'Abruzzo - le sue istituzioni, le sue forze sociali e i suoi cittadini – devono reagire con determinazione e fermezza.
E' ormai indifferibile mobilitare l'intera regione nei confronti di un governo che sfugge alle proprie responsabilità. Dobbiamo farlo in questo momento, mentre si avvia la discussione sulla Finanziaria nazionale, costringendo il Governo a svolgere un ruolo positivo e di attenzione nei confronti dell'Abruzzo».