Turismo:«Cina è la parola magica»

Alessandro Biancardi

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Favorire l’interscambio culturale ed economico per far conoscere l’Abruzzo in tutto il mondo e ricevere benefici per turismo. Parla Ciro Gorilla, direttore provinciale Confesercenti Pescara
Dopo le nostre inchieste dei giorni sorsi abbiamo ascoltato i vertici provinciali della Confesercenti per capire le ragioni del declino turistico, del calo di una economia così importante per l'Abruzzo.
Gorilla, come si può valutare la stagione appena trascorsa? «La situazione è abbastanza critica ma ancor prima che ci vengano forniti i dati ufficiali posso affermare che le presenze in Abruzzo ci sono state e sono state abbastanza costanti, anche rispetto agli anni precedenti».
Allora qual è il problema?
«Il vero problema è che i turisti non spendono più come prima: il calo è stato infatti registrato nelle consumazioni di bar e ristoranti, stabilimenti balneari, case in affitto. Questa situazione non è strettamente locale, ormai gli Italiani in vacanza spendono il minimo indispensabile. Anche per questo motivo si è ridotto il tempo di permanenza in una località turistica: non si fanno più vacanze di 30 giorni come fino a qualche anno fa ma al massimo di una settimana. Anche agosto, che solitamente fa segnare il tutto esaurito non ha avuto presenze record»
Quali sono le cause secondo lei? «Certamente adesso la nostra regione, come il resto dell'Italia subisce l'effetto di una maggiore concorrenza rispetto agli anni passati soprattutto dei paesi stranieri che propongono qualità maggiore e offerte più basse»
E cosa si può fare?
«Bisogna trovare nuovi fondi e investire. Bisogna rendersi conto che se il mercato tradizionale non va più bene dobbiamo mirare altrove. Ci sono regioni d'Italia che hanno capito le possibilità infinite del mercato di Cina e anche la nostra regione dovrebbe provare a fare il grande passo»
Ma secondo lei ci sono possibilità concrete che l'Abruzzo possa farsi notare anche così lontano?
«Certamente non sarà una cosa facile, nè una cosa che può concretizzarsi in breve tempo o con il solo ausilio delle associazioni turistiche. C'è bisogno di un interscambio di rapporti, esplorare i nuovi mercati emergenti anche grazie alla collaborazione di Comune e Regione per poi riceverne un ritorno di immagine».