Referendum Acqua e Nucleare: il 26 marzo manifestazione nazionale a Roma

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Vergognosa la scelta del Governo di non accorpare il voto con le elezioni amministrative».

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. «Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso», dicono dal Forum nazionale, «senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media. Grazie a loro nei prossimi mesi l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri. Oltre ai due quesiti sull'acqua ci sarà anche quello sul nuovo programma nucleare del Governo Italiano». 

«Noi crediamo, ancor più dopo gli eventi catastrofici di queste ore in Giappone», spiega Marco Bersani, «che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Riteniamo vergognosa la scelta del Governo di non  accorpare  la consultazione referendaria con le elezioni amministrative; spendere 350 milioni di euro in più ci sembra un'azione improvvida, in un momento di grave crisi economica, e un vero e proprio boicottaggio alla partecipazione democratica che la nostra Costituzione garantisce». 

A questo proposito il portavoce del movimento abruzzese Renato Di Nicola lancia una proposta: «chiediamo agli amministratori della Regione Abruzzo di presentare e approvare una mozione (così come hanno fatto il Lazio e le Marche) che impegni il Governatore e la Giunta ad attivarsi nel sollecitare il Governo nazionale e il Ministero degli Interni a procedere all’accorpamento della data del referendum con quella delle prossime elezioni amministrative».

Il 26 marzo a Roma il popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni  scenderà in piazza  per ribadire l'importanza della partecipazione ai referendum, unico strumento oggi per poter cominciare a cambiare qualcosa. Per partire dall'Abruzzo in pullmann  info@nonlasciamolifare.org

16/03/2011 9.43