Pronostici confermati, Mario Amicone va all'Arta. Idv e Rc protestano (ancora)

Alessandro Biancardi

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Pronostici confermati, Mario Amicone va all'Arta. Idv e Rc protestano (ancora)
ABRUZZO. La notizia era nell'aria da diverse settimane ed oggi arriva la conferma: Mario Amicone nuovo direttore generale dell'Arta.

La voce è girata insistentemente per tutto il pomeriggio tanto che l'Italia dei Valori e Rifondazione Comunista hanno già commentato, contestandola, la nomina. Dalla giunta, invece, nessun comunicato ufficiale perchè probabilmente si aspetta prima di parlare con il diretto interessato, a quattr'occhi.

Ma PrimaDaNoi.it ha raggiunto telefonicamente l' ex assessore regionale della giunta Pace, in quota Udc, che ammette «sì la nomina c'è, così pare, non so quando ci sarà l'insediamento. Domani mattina incontrerò informalmente l'assessore all'Ambiente Mauro Di Dalmazio e poi ne saprò di più, conoscerò il contratto, il tipo di incarico, tempi e modalità».

Non ci saranno sorprese dell'ultim'ora e a breve l'Arta tornerà ad avere un direttore generale dopo mesi di vuoto. L'accordo politico è stato raggiunto e il patto è saldo, mai come adesso.

Alle critiche di queste ore Amicone dice di «esserci abituato», la «sinistra avrebbe protestato comunque, l'opposizione non fa mai differenza o discriminazione, protestano per tutti, a prescindere dalla persona».

Stasera festeggia o aspetta domani?

«E che c'è da festeggiare? Mi appresto ad affrontare un impegno importante, non so cosa mi aspetta, è sicuramente un incarico faticoso».

Rifondazione Comunista sostiene che sia una «cambiale elettorale che Chiodi paga  all’ex-esponente dell’Udc per il sostegno alle elezioni regionali».

«La presunta “rivoluzione meritocratica” di Chiodi è ormai un caso clinico», sostiene Acerbo. «Invitiamo il presidente a non parlarne più altrimenti rischia un Tso presso una struttura psichiatrica».

«E' sicuramente una nomina politica», replica Amicone, «sono stati confrontati diversi curricula. La scelta è certamente politica, del resto questo non è un concorso ma è una nomina e in quanto tale anche politica».

Per l'Italia dei Valori, invece, questa scelta tradirebbe un patto fatto dal presidente Chiodi ai suoi elettori ai quali aveva promesso meritocrazia e rinnovamento.

«Certamente Amicone conosce l’ambiente, il suo ambiente, quello politico, di destra e di sostegno elettorale all’attuale presidente della Giunta», commenta il consigliere Cesare D'Alessandro. «Nulla di più! E allora, Chiodi faccia ammenda, la smetta di arringare il Consiglio e prendere in giro gli abruzzesi. Dopo aver ottenuto il via libera alla riforma, dopo i tanti paroloni sulla meritocrazia, è arrivato a conclusioni che fanno rimpiangere il peggio della partitocrazia».

«L'Italia dei Valori dovrebbe dire quali valori ha per protestare contro questa nomina», risponde l'ex assessore regionale. «Se ha qualche valore lo mettesse in campo. Sarei anche pronto a confrontare i curriculum, tipo procedura di concorso, se vogliono...»

Lei non è sicuramente un volto nuovo della politica, no? «Non è detto che chi non è giovane non è abbia meriti, viva i giovani, ma un giovane non è di per sè sinonimo di professionalità. Se la selezione è in base al curriculum non capisco la questione anagrafica cosa conta. Non mi meravigliano queste uscite...».

E' amareggiato per le polemiche? «Quando le polemiche toccano la persona mi amareggiano... perchè io non tocco mai la persona sul piano umano o nella sua professionalità. Se contestano la scelta politica posso capire. Ma il centrosinistra ha fatto la legge sullo spoil system per mettere ovunque i loro uomini, quindi adesso di cosa si lamentano?»

 Alessandra Lotti  15/03/2011 20.01