Macerie post sisma, «5 mln per il polo tecnologico di Barisciano»

Alessandro Biancardi

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Macerie post sisma, «5 mln per il polo tecnologico di Barisciano»
L'AQUILA. A due anni dal sisma trovati soldi per risolvere la questione delle macerie dei crolli del 6 aprile 2009.

Il protocollo d'intesa era stata già firmato ad ottobre scorso ma adesso, a quasi 24 mesi esatti arrivano anche i soldi. E saranno 5 i milioni di euro per la realizzazione del polo tecnologico di Barisciano destinato allo stoccaggio provvisorio, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

Lo prevede il decreto n. 49 firmato oggi dal Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi.

All’articolo 1 il decreto commissariale autorizza il sindaco del Comune di Barisciano, in qualità di soggetto attuatore, a realizzare il polo tecnologico, che ospiterà anche le macerie provenienti dalla demolizione degli immobili gravemente danneggiati dal sisma.

Il sito è stato individuato dalla Direzione Protezione Civile della Regione Abruzzo, nell’ambito delle attività del Tavolo di coordinamento per lo smaltimento e recupero delle macerie, insieme ad altre aree oggetto di eventuale intervento.

L’Ispra e l’Arta hanno accertato l’idoneità del polo di Barisciano e hanno espresso parere favorevole all’ampliamento dell’ex discarica adibita a conferimento di rifiuti urbani.

LE MACERIE DEL POST SISMA

Secondo i dati forniti nei mesi scorsi dai Vigili del Fuoco il materiale derivante dai crolli e dalle demolizioni effettuata sono stimati tra i 2 e , 2,6 milioni di metri cubi sull’intero cratere sismico, mentre nel Comune dell’Aquila la valutazione ascilla tra 1.125.640 e 1.305.617 mc.

Il protocollo firmato con la Provincia dell’Aquila, il Comune di Barisciano e il Comune dell’Aquila stabilisce che le macerie saranno ricevute e stoccate in un’apposita piattaforma; trattate in un impianto mobile specifico, nelle more della realizzazione di apposito impianto fisso.
Inoltre, i materiali riciclabili derivanti dal trattamento dei rifiuti saranno stoccati in un’apposita piattaforma.
È stata poi individuata, all'interno della medesima discarica, un’area da destinare a discarica dei rifiuti non pericolosi e non altrimenti riciclabili.

E sulle macerie negli ultimi giorni si sono registrate ennesime tensioni: l’assessore all’Ambiente, Alfredo Moroni, ha annunciato che il Comune dell’Aquila non parteciperà più ai tavoli istituzionali «in conseguenza del commissariamento di fatto delle Municipalità, su questa materia, - ha affermato l’amministratore – imposta con l’ultima ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri, che ha esautorato le Municipalità da ogni potere decisionale in merito».

Più volte, invece, Legambiente ha denunciato troppi rimpalli, indecisioni e ritardi su questo problema.

Esattamente un anno fa il premier Berlusconi annunciò che entro 24 mesi il commissario delegato per la ricostruzione in Abruzzo, Gianni Chiodi, avrebbe dovuto provvedere alla rimozione delle macerie e all'individuazione dei siti dove stoccarle.

Un anno è passato. Mancano ancora 12 mesi.  

14/03/2011 17.24