Pediatri: «a Chieti nessuno sforamento»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1662

ABRUZZO. Sui costi della pediatria intervengono i medici.

Dopo l'articolo di PrimaDaNoi.it di sabato scorso su costi e servizi i diretti interessati intervengono contestando alcuni dati ufficiali della regione riportati nell'articolo che illustrava la situazione regionale in merito ai pediatri abruzzesi.

«La pediatria nella Asl di Chieti non ha mai sforato la spesa finalizzata al proprio comparto», spiega Amedeo Spinelli, segretario regionale della Confederazione Medici Pediatri che assicura che «nessuno sforamento da 46 milioni di euro» vi è stato, anche perchè «la spesa complessiva per la Pediatria di famiglia alla Asl di Chieti ammonta complessivamente a 5 milioni di euro lordi per un numero di 57 pediatri di famiglia con una media di retribuzione lorda di circa 80.000 euro».

C'è però una sofferenza contabile «di circa 200.000 euro», spiega Spinelli, «non addebitabile alla pediatria ma a squilibri della pianta organica di altri settori che si trascinano da diversi anni e non sono mai stati affrontati e risolti».

Spinelli sottolinea che «la medicina convenzionata non viene pagata a stipendio ma a prestazioni» (nell'articolo non si era però mai parlato di stupendio ma di «guadagno medio mensile») e che «non c'è tredicesima, nè ferie e nè TFR, ma spese per affitto ambulatorio, costi di gestione dell'ambulatorio (telefono, segretaria infermiera, rifiuti speciali, spese per informatizzazione, spese per onorario del medico sostituto in caso assenza per ferie, malattie o problemi familiari , spese per coperture assicurative e, infine,rischio di perdere pazienti in caso di malattia prolungata).

«Il tutto al lordo dei costi previdenziali e di tassazione con aliquote che si aggirano intorno al 45%. Quindi si può facilmente dedurre, conti alla mano, che la retribuzione media netta sia molto meno della metà degli 80.000 euro lordi iniziali», spiega Spinelli.

«Paradossale», secondo Spinelli, quanto riportato a proposito della situazione di Montesilvano: «un Ente Pubblico come la Asl se, nel rispetto delle leggi della Repubblica Italiana, pensa di essere ricattata dalla protesta di alcuni medici e non dà seguito a quanto previsto dai contratti di lavoro e dalle esigenze del territorio e dei cittadini o è connivente oppure sa di percorrere strade alquanto anomale. Se poi qualcuno pensa ci sia qualche irregolarità può sempre rivolgersi alla magistratura e se non lo fa è alquanto grave e preoccupante. Stesso discorso per le altre situazioni “denunciate”».

«I pediatri di famiglia, invece, con senso di responsabilità, hanno da diversi anni partecipato alla riorganizzazione dello sfascio della Sanità di questa regione», continua Spinelli, «e non hanno mai manifestato segni di insofferenza pur sopportando e subendo tagli all’erogazione dei servizi finalizzati alla salute dei bambini abruzzesi continuando ad erogarli a titolo completamente gratuito.

I dati ufficiali, Censis, Istat, danno ai Pediatri un indice di gradimento delle famiglie superiore all’80% per cui quando si fanno delle considerazioni o sono strettamente personali o sono demagogiche. Non altrettanto può dirsi per altre figure specie quelle ospedaliere (basta andare ad informarsi dalle stesse fonti ufficiali)».

 14/03/2011 9.29