Giappone: disastro alla centrale Fukushima, Wwf: «cosa dice il Consiglio Regionale pro-nucleare?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Wwf: «l'unico nucleare sicuro è quello che non c'è: ora voto in massa al referendum».

L'associazione ambientalista è vicino alla popolazione giapponese che, dopo il catastrofico sisma e lo tsunami, deve ora affrontare la tragedia della probabile fusione del nocciolo di una centrale e di due esplosioni. La prima emergenza è assicurare un’informazione completa e veritiera alla popolazione e fornire assistenza adeguata. C’è anche l’assoluta urgenza di intervento di squadre specializzate per contenere i danni. A Chernobyl molti tecnici e volontari sono stati contaminati e hanno perso la vita per essere intervenuti "a mani nude" nel tentativo di limitare i danni.

«Nei mesi scorsi avevamo fatto appello ripetutamente al presidente Chiodi di schierarsi con le altre regioni contro la scelta nuclearista del Governo Berlusconi», ricorda il consigliere del Wwf, Dante Caserta. «Tutto senza successo. Pochi giorni fa la maggioranza al Consiglio Regionale ha votato contro un ordine del giorno specifico. Peraltro le dichiarazioni di autorevoli membri della maggioranza dimostrano il livello di approfondimento delle questioni energetiche e dell'incolumità del territorio in caso di incidente nucleare. Giuliante ha dichiarato che la mozione era inutile perchè l'Abruzzo è sismico e non può ospitare centrali. Il tutto sorvolando sul fatto che avere una centrale nucleare in un'altra regione, magari a 200 km di distanza, possa essere confortante e tranquillizzante. La nube di Chernobyl contaminò mezza Europa. Dovrebbe chiedere ai cittadini di Tokyo, posta a oltre 200 km di distanza dalla centrale esplosa, se ora stanno avendo paura o meno».

Il Wwf sottolinea che uno dei reattori coinvolti dall’emergenza di Fukushima ha una età di 40 anni. La tendenza odierna è di prolungare l'età dei reattori nucleari in esercizio per "passare" al governo successivo la patata bollente degli enormi costi dello smantellamento e delle scorie.

«Ancora una volta succede qualcosa che era stato dato per assolutamente inimmaginabile dagli "esperti" – ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia - Anche un evento definito a bassissima probabilità, può verificarsi, soprattutto in concomitanza con altri effetti scatenanti (terremoto e distruzione della diga di Fukushima). L'evento di Fukushima non va incluso nella categoria dei disastri naturali. Non spetta alla natura adeguarsi alle pretese dell'economia, bensì il contrario. Il principio di precauzione deve diventare la linea guida dell'economia e delle politiche energetiche ed ambientali: quando un evento potenzialmente disastroso connesso a una tecnologia ha una probabilità sia pur minima di verificarsi, bisogna astenersi dall'uso di questa tecnologia. Non c'è altra soluzione nè mediazione possibile».

«L’Italia si appresta a tenere un referendum sul nucleare per abrogare la legislazione pro-nucleare approntata da un Governo che non ha tenuto conto del verdetto popolare del 1987 – continua Leoni - Siamo anche noi un paese ad elevato rischio sismico. La tecnologia nucleare non è cambiata, nonostante le promesse di inesistenti reattori intrinsecamente sicuri di terza e quarta generazione e nonostante l'enorme flusso di denaro a supporto di ricerca e tecnologia. Quello che invece è cambiato è il contesto delle altre fonti energetiche, con efficienza e risparmio energetico e le fonti rinnovabili, pulite e davvero sicure».

14/03/2011 9.24