La sanità che risparmia, attacco ai medici di famiglia ed ai pediatri

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. C’è un successo insperato della Regione nella guerra per la riduzione delle spese e degli sprechi in sanità.

ABRUZZO. C’è un successo insperato della Regione nella guerra per la riduzione delle spese e degli sprechi in sanità.

Si tratta di un risparmio di oltre 2 milioni di euro ottenuto sul totale del monte stipendi dei Medici di medicina generale, cioè i medici di famiglia, i pediatri, la continuità assistenziale, l’emergenza ed i servizi.

Il Programma operativo prevedeva 154.561.000 euro, la spesa effettiva è stata di 152.294.000, con una differenza di 2.267.000 euro. Un risparmio sul risparmio che è passato stranamente sotto silenzio e che pure è il dato ufficiale, quindi non stimato e perciò tanto più importante, del Conto economico del 2010.

Le cifre parlano chiaro: si è speso circa 35 milioni per tre province e 46 milioni per Chieti, che è la più grande per popolazione. Il che ha prodotto uno scostamento di segno meno rispetto a quello che prevedeva il contestatissimo Programma operativo, delibera 69 del 2010. Il risultato sembrerebbe modesto rispetto all’importo ed invece è importantissimo per almeno due motivi: il primo è che stato ottenuto attraverso un  uso della programmazione che ha garantito i Lea, livelli essenziali di assistenza, ed ha razionalizzato le attività facoltative dei medici.

Tutto merito forse della struttura amministrativa dell’assessorato alla sanità, quello definito incompetente, che già nel 2009 ha segnato un record: l’Abruzzo è stata l’unica regione italiana a risparmiare sulla medicina generale (dato Istat). Il secondo risultato è che tali risparmi toccano l’organizzazione dei medici di medicina generale e dei pediatri forse per la prima volta.

Mentre, infatti, c’è guerra guerreggiata per gli ospedali, per i posti letto tagliati, per i ticket sulla riabilitazione o per le case di riposo, mentre saltano primari e unità operative complesse, nessuno aveva avuto il coraggio di toccare quanto guadagnano i medici sul territorio, quelli che dovrebbero fare filtro rispetto ai ricoveri ospedalieri. In realtà questo non sempre avviene e i dati degli accessi al Pronto soccorso dimostrano che sono molti di più i pazienti che arrivano in ospedale dalle città rispetto a quelli che provengono dalle zone interne meno urbanizzate.

Come tutte le statistiche, anche queste vanno interpretate e spiegate. Ma è indubbio che anche le recenti polemiche sui pediatri di libera scelta mettono sotto la lente comportamenti che lasciano perplessi.

Come la pratica diffusa dei pediatri, almeno nelle città, di non visitare a domicilio i piccoli pazienti. Il che sarà pure secondo convenzione – e sicuramente molti pediatri diranno che non è vero, che non li riguarda (anche se le lamentele sono di diverso tenore) – ma è certo che il settore è in fibrillazione, come capita a Montesilvano, Lanciano, San Salvo e altrove. Ad esempio, la Asl di Pescara ha ricevuto richieste di aumentare il numero dei pediatri di Montesilvano, visto che il massimale di pazienti previsto è stato superato dai singoli pediatri in attività. E’ di 800 il numero degli assistiti consentito, più un 10% di temporanei. Il tetto degli assistiti risulta quindi di 880. Ma qualcuno ne ha quasi mille. Di qui la proposta di aumento di una unità. Apriti cielo: lettere di protesta, “non è vero niente”, vi diffidiamo. In attesa di conoscere come andrà a finire questo braccio di ferro tra i pediatri e la Asl, cominciano a spuntare le cifre ufficiali di quanto guadagnano un pediatra (che magari non effettua le visite a domicilio) e un medico di famiglia. Mediamente un pediatra massimalista guadagna attorno agli 8-10 mila euro netti mensili, con punte anche di 15 mila/mese, mentre un medico di famiglia – che ha quasi il doppio dei pazienti - parte dai 6-7 mila, con punte anche maggiori. Il tutto a fronte di uno stipendio che è quasi la metà per un medico ospedaliero (con notti e reperibilità) e decisamente inferiore per un primario che non supera 5-6 mila euro mensili. 

Sebastiano Calella  12/03/2011 11.07