«Alì babà Berlusconi e i 40… Maroni ‘rubano’ le ferie ai poliziotti»

Alessandro Biancardi

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IL CASO. ABRUZZO. Mentre l’Italia festeggia l’Unità d’Italia con la ricorrenza ‘straordinaria’ del 17 marzo, per i poliziotti si profila una vera e propria beffa.

Il rovescio della medaglia di una festa già tanto contestata, verrebbe da pensare a sentire la denuncia del Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia), che parla di un’ulteriore occasione per esercitare il diritto di truffa nei confronti degli operatori della Polizia di Stato.

 Ma di cosa si lamentano i poliziotti?

Per capirlo basta leggere la relazione tecnica al decreto legge di conversione del ddl 22 febbraio 2011 numero 5 - pubblicata sul sito internet della Funzione pubblica del ministro Brunetta - che precisa che «il decreto-legge non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, constatato che, pur se risulta aggiunto, per l'anno in corso, un giorno festivo al calendario, non aumenta il numero complessivo delle giornate di astensione dal lavoro».

Rispetto al lavoro della Polizia di Stato e ai "riposi legge" (cioè le festività soppresse come San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e 4 novembre), la relazione tecnica precisa che «l'effetto derivante dalla compensazione tra 17 marzo e 4 novembre, come disposto dal provvedimento, si risolve nella circostanza che i lavoratori non potranno disporre in piena libertà, secondo le loro esigenze, di tutte e quattro le giornate di riposo compensativo, essendo sostanzialmente previsto l'obbligo ex lege che uno di questi riposi cada nella giornata del 17 marzo".

Per i Poliziotti e per gli appartenenti alle Forze dell'Ordine si tratta di un danno rilevante, perché i "riposi legge" sono da sempre l'unica possibilità per chi porta una divisa di poter avere un giorno libero quando se ne ha davvero necessità. Invece, in occasione della festa del 17 marzo, tutti perderanno il riposo legge, sia coloro che lavoreranno che coloro che resteranno a casa. Chi lavorerà, potrà recuperare il giorno come un qualunque riposo festivo, cioè entro 4 settimane, concordandolo con l’Amministrazione.

«Il Governo a trazione leghista continua a pugnalarci! - tuona Franco Maccari, segretario generale del Coisp - Il nostro Governo sembra oramai divertirsi a perpetuare l’ennesima truffa nei confronti del personale della Polizia di Stato consumata in modo palesemente doloso e certamente infarcita di un perverso significato politico».

Secondo il sindacato, il provvedimento imposto dal governo è di chiaro stampo leghista: «E’ paradossale che il poliziotto della Nazione Italia - continua Franco Maccari - debba non godere del servizio festivo che celebra e onora l’Unità d’Italia ma debba essere posto in congedo, un diritto che dovrebbe esercitare durante l’anno secondo la sua volontà, non quando lo vuole il ministro dell’Interno e, guarda caso, proprio il 17 marzo!! Ci pare evidente - dice ancora il leader del sindacato indipendente di Polizia - che esiste una continua forma di sonora presa in giro aggravata dallo spirito ‘leghista’ che connota i nostri ambienti e che noi ci rifiutiamo di assumere».

Cosa c'è da festeggiare quando ti rubano le ferie? E' possibile partecipare con cuore ad un momento storico, unico ed irripetibile nella vita come il 150esimo dell'unità d'Italia, quando vieni derubato delle tue ferie, da una circolare di un Ministro che non vuole festeggiare proprio nulla?

Tutte domande a cui il Coisp risponde con una manifestazione pubblica.

Proprio per contestare la decisione del Governo, infatti, lunedì 14 marzo il Coisp sarà davanti all’abitazione del Premier ad Arcore con un sit in che si concluderà con un festino a base di «barolo e pulenta (...altro che bunga bunga)» per protestare, insieme a tutte le organizzazioni sindacali del comparto Sicurezza e Difesa.

Analoghe iniziative saranno organizzate anche in concomitanza del 17 marzo in tutta Italia, in attesa di una rivisitazione dell’attuale interpretazione normativa.

12/03/2011 9.32