Scuole sicure, moderne e antisismiche? Non in Abruzzo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3532

Scuole sicure, moderne e antisismiche? Non in Abruzzo
LA RICERCA. ABRUZZO. Sicurezza e salubrità delle scuole, l’Abruzzo non fa certo una bella figura. Appena l’1,14%, costruite con criteri antisismici. «Tutte» hanno bisogno di manutenzione.

E’ un ritratto preoccupante quello pubblicato da Legambiente relativo all’undicesima edizione di Ecosistema Scuola, che ha fotografato lo stato di sicurezza delle scuole dei capoluoghi di Provincia di tutta Italia.

I dati sono relativi all’anno 2009 e mostrano uno stato di totale insoddisfazione rispetto alla sicurezza delle scuole italiane sulla base di moltissimi parametri utilizzati.

Pochi i passi in avanti, molte problematiche irrisolte. Questo, in generale, il dato che emerge dall’indagine. Malgrado, infatti, un’emersione del fenomeno dell’edilizia scolastica come ‘emergenza nazionale’, non si riescono ad individuare strategie efficaci tali da portare ad una inversione di tendenza.

 Dai dati abruzzesi emerge innanzitutto la pessima figura fatta dalle provincia di Pescara, che si piazza all’ultimo posto della classifica nazionale, con un punteggio che raggiunge appena il 22,41%. Va un pò meglio per Chieti e Teramo (la provincia de L’Aquila, che proprio nel 2009 è stata colpita dal terremoto, non è rientrata nell’indagine) che comunque si fermano nella parte bassa della graduatoria, in 57esima e 58esima posizione.

 Quanto alla situazione regionale, emerge che praticamente tutte le scuole abruzzesi sono molto vecchie e necessitano di manutenzione, ma gli interventi ordinari e straordinari sono veramente pochissimi.

 Un dato rilevante è di certo quello del rischio sismico; più della metà delle scuole abruzzesi (precisamente il 58%) sono a rischio sismico.

Lo erano prima del terremoto aquilano (i dati dell’indagine sono relativi al 2009) e lo sono, c’è da scommetterci, ancora oggi. Le 308 vittime del terremoto non sono bastate a dare, è proprio il caso di dire, una… lezione.

121 EDIFICI ANALIZZATI

Sono 121 gli edifici scolastici abruzzesi ‘finiti’ nell’indagine di Legambiente, per una popolazione scolastica complessiva di 13.953 persone. Sono stati considerati gli edifici nelle tre province di Chieti, Teramo e Pescara, e la loro valutazione rispetto a diversi parametri di edilizia scolastica e sicurezza.

 SCUOLE VECCHIE, ANZI… PREISTORICHE.

Degli edifici analizzati da Legambiente, solo il 5,05% sono stati realizzati dopo il 1990, mentre la maggior parte sono stati costruiti tra il 1940 e il 1974 (il 47,06%) e tra il 1974 e gli anni 90 (34,45%). Addirittura il 12,61 per cento risalgono agli anni tra il 1900 e il 1940. Sembra impossibile, ma lo 0,84%, quindi almeno un edificio, è stato costruito nel corso dell’Ottocento: vera e propria… preistoria.

AULE IN EX ABITAZIONI, NON TUTTE CON PALESTRA E GIARDINO

Quasi tutte le strutture – il 95% - sono nate come edifici scolastici, ma per alcune di esse si è reso necessario un cambio di destinazione: il 4,76%, infatti, erano abitazioni, mentre nessuna scuola in Abruzzo è ospitata in ex caserme o edifici storici. Tutti gli edifici sono di proprietà, ad eccezione del 2,67% che sono in affitto.

Solo la metà delle scuole sono dotate anche di giardino, mentre meno del 20% hanno una palestra. Appena l’1,14%, infine, sono state costruite con criteri antisismici.

 TUTTE NECESSITANO DI MANUTENZIONE

Praticamente tutti i 121 edifici scolastici analizzati da Legambiente necessitano di manutenzione: il 95,24% hanno bisogno di interventi di manutenzione urgenti, mentre solo il 28,57% hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni. Mediamente, per ogni singolo edificio, sono stati spesi 32.608,70 euro per la manutenzione straordinaria e zero euro per quella ordinaria. (problema di comunicazione, vedi capitolo a parte)

 CERTIFICAZIONI, QUESTE SCONOSCIUTE

Collaudi, idoneità, agibilità. Poche scuole abruzzesi ne hanno sentito parlare.

 Non è proprio pervenuto il dato relativo all’idoneità statica, mentre il collaudo statico è stato realizzato soltanto nel 4,35% degli edifici. Va un po’ meglio per il certificato di idoneità, che ‘copre’ il 35% delle strutture, mentre il certificato di prevenzione incendi esiste soltanto per il 28,10% degli edifici. Tutti sono invece dotati di certificato igienico-sanitario, come in tutti sono state effettuate prove di evacuazione.

 Va peggio per le scale di sicurezza (78,26%), le porte antipanico (66,12%), gli impianti elettrici a norma (66,94%), i requisiti di accessibilità (76%).

 Decisamente male gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, presenti soltanto nel 9,09% delle scuole.

 I SERVIZI? SÌ, MA NON PER TUTTI

Scuolabus, progetti educatici e mense scolastiche. Sì, ma non per tutti. La metà degli edifici che sono stati presi in considerazione da Legambiente, infatti, non sono dotati di tutti i servizi.

 Gli scuolabus, per esempio, sono garantiti nel 58,68% dei casi, mentre esattamente la metà dei scuole fanno progetti educativi. Nessuno propone un servizio "pedibus", un ‘autobus’ molto speciale, che si muove grazie ai piedi dei propri passeggeri, cioè gli alunni, guidati però da conducenti-adulti.

 Situazione non soddisfacente per le mense scolastiche: solo nel 49% dei casi vengono serviti pasti parzialmente biologici, in nessuno totalmente. Quasi il 59% ha una cucina interna, e praticamente tutti (il 92,16%) utilizzano l’acqua del rubinetto.

 RISPETTO DELL’AMBIENTE, SI PUÒ FARE MEGLIO

Poco più della metà delle scuole, cioè il 56%, fanno la raccolta differenziata dei rifiuti: plastica, vetro, alluminio, organico, pile, carta, toner e cartucce per stampanti.

 Tutti gli edifici scolastici, fortunatamente, utilizzano fonti di illuminazione a basso consumo, mentre solo il 15,91% usa fonti di energia rinnovabile.

 I RISCHI SONO DIETRO L’ANGOLO

Amianto e radon non sono un problema per le scuole abruzzesi, ma se si valutano i rischi ambientali relativi a terremoti o esposizione alle antenne, la situazione cambia.

In realtà anche rispetto all’amianto e al radon il quadro non è chiarissimo. Perché se è vero che non è stato accertato nessun caso certificato o sospetto, è altrettanto vero che solo il 66% dei Comuni ha effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici (percentuale che si riduce al 50% per il radon). Per quanto riguarda gli interventi di bonifica, poi, siamo davvero messi male: zero azioni negli ultimi due anni per il radon, solo 4,55% per l’amianto.

Non sono stati registrati rischio idrogeologici o vulcanici, mentre il 58% delle scuole è a rischio sismico, e l’1,27% è a rischio industriale; il 16,46%, infine, è esposta a rischi di altro tipo.

L’esposizione a fonti di inquinamento o pericolo è rilevante: nessuna scuola ha effettuato monitoraggi delle emittenti radio-televisive e delle antenne presenti in prossimità degli edifici, ma il 3,31% è situata in prossimità di emittenti, e l’8,26% vicino ad antenne cellulari.

In tutte le scuole, invece, sono stati compiuti monitoraggi sugli elettrodotti presenti in prossimità degli edifici e solo lo 0,83% si trova in prossimità di elettrodotti.

ZERO INVESTIMENTI NELLA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI

Un dato che balza agli occhi per l’Abruzzo è l’assenza totale di investimenti per l’edilizia scolastica dichiarati per il 2010. Si tratta, evidentemente, di un problema di ‘comunicazione’, ma anche entrando nel merito dei numeri la situazione non cambia di molto.

L’Abruzzo è infatti tra le regioni ad aver investito meno in sicurezza scolastica, sia rispetto alla manutenzione ordinaria che straordinaria.

Per quanto riguarda gli interventi ordinari, nel 2009 la media registrata in regione si è fermata a 4.661,30 euro. L’Abruzzo ha investito di più solo rispetto a Basilicata, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia, Umbria e Veneto.

Un dato preoccupante, se si considera che il 2009 è stato l’anno del terremoto dell’Aquila e il tema della sicurezza e dell’edilizia scolastica è stato ai vertici del dibattito regionale. Un dato ancora più preoccupante se si considera che l’Abruzzo non ha dichiarato alcun investimento per il 2010.

Situazione che si registra anche rispetto agli investimenti di manutenzione straordinaria: la media del 2009 è stata di 28.647,20 euro, mentre la previsione per il 2010 è stata di 32.608,70 euro. In questo caso, evidentemente, il terremoto dell’Aquila è servito, almeno nelle intenzioni, da lezione.

CAMPIONI’ NELL’UTILIZZO DELLE FONTI RINNOVABILI

Un dato decisamente in controtendenza rispetto alla poca attenzione alla sicurezza degli edifici scolastici è quello relativo all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Secondo i dati in possesso di Legambiente, infatti, gli edifici scolastici dell’Abruzzo sono quelli che, più delle altre regioni, utilizzano energie alternative e fonti rinnovabili: più del 15 per centro degli edifici (precisamente il 15,91%) ha dotazioni di questo tipo.

L’Abruzzo si piazza al terzo posto di questa classifica, superato solo da Puglia (17,95%) e Toscana (16,29%).

PESCARA, TERAMO, CHIETI: CHE BRUTTA FIGURA

Se i dati regionali non sono confortanti, non sono certo meno deprimenti quelli relativi ai tre capoluoghi di provincia: Teramo, Chieti e Pescara (L’Aquila non è stata presa in considerazione).

Sulla base dei diversi parametri analizzati, infatti, le tre province abruzzesi si piazzano sempre in fondo alla classifica, in alcuni casi sono addirittura fanalino di cosa.

Avviene per esempio per Pescara, che nella classifica generale si piazza all’82esimo posto (appunto l’ultimo), con un punteggio che attesta che il livello di qualità dell'edilizia scolastica si ferma ad appena il 22,41%.

Il capoluogo adriatico recupera appena due posizioni, e si ferma all’80esimo posto, rispetto alle buone pratiche, cioè agli investimenti in servizi e pratiche ecocompatibili.

Pescara è infine 31esima (-9,92%) rispetto alla graduatoria del rischio, che fotografa il livello di attenzione sulla qualità dell’edilizia scolastica. Un dato che potrebbe sembrare positivo, ma che non lo è perché in questa classifica nelle posizioni più alte si trovano i Comuni le cui scuole hanno i problemi maggiori.

Se la passano un po’ meglio gli edifici scolastici delle province di Chieti e Teramo.

Per quanto riguarda Chieti, il dato provinciale sulla sicurezza scolastica pone gli edifici del capoluogo teatino calla 57esima posizione, con un punteggio del 40,52%. Stessa posizione, con una percentuale del 35%, rispetto alla graduatoria delle buone pratiche, mentre Chieti è ultima per la graduatoria del rischio (17%). Gli edifici della provincia sono dunque sicurissimi? Non è detto, visto che il dato positivo potrebbe risultare piuttosto da una mancanza di monitoraggi accurati.

Infine Teramo. Nella graduatoria generale è 58esimo su 82 Comuni (40,52%), quindi una posizione sotto Chieti. Buon piazzamento, invece, rispetto alla graduatoria delle buone pratiche, che fanno risalire Teramo al 15esimo posto, con una percentuale del 75,81%. Rispetto alla graduatoria del rischio, infine, Teramo si piazza al 46esimo posto (-5,52%), quindi nella parte bassa (e positiva) della classifica.

 Daniela Di Cecco  11/03/2011 9.23

 * LA SITUAZIONE NAZIONALE: DIFFERENZE CON L'ABRUZZOecosistema scuola Legambiente

 

[pagebreak]

I DATI NAZIONALI

I dati nazionali elaborati da Legambiente si riferiscono al 2009 e raccontano che ancora il 36% degli edifici necessita di interventi di manutenzione urgenti. Un dato che non accenna a scendere e che testimonia la necessità di adeguamento delle scuole italiane. Basti pensare che il 65% è stato costruito prima del 1974, anno dell’entrata in vigore dei provvedimenti per le costruzioni localizzate in aree sismiche.

Ed è proprio il tema della messa in sicurezza antisismica di scuole costruite prima degli anni settanta a rappresentare una delle emergenze a cui far fronte, soprattutto in considerazione del fatto che oltre il 50% dei 42.000 edifici scolastici italiani insistono in area a rischio sismico. Un dato che assume una valenza ancora più preoccupate se si considera che meno del 50% degli edifici possiede il certificato di collaudo statico e che solo il 10,14% è costruito secondo criteri antisismici.

Problemi enormi anche rispetto alla sicurezza: nonostante in quasi la totalità degli edifici vengono fatte le prove di evacuazione, e che più del 90% hanno le porte antipanico, sono soltanto il 58% quelli in cui sono presenti le certificazioni di agibilità; in appena il 35,41% ci sono certificati di prevenzione incendi e in poco più del 50% le scale di sicurezza. 

Dati preoccupanti se si tiene conto anche della prevenzione per situazioni di rischio ambientale che riguardano, oltre che il 50% di scuole ricadenti in territorio a rischio sismico, anche circa un 9% di scuole che si trova a rischio idrogeologico e più dell’8% di scuole che si trova in area a rischio vulcanico.

Infine, dato da non sottovalutare, non accenna ad attenuarsi il divario tra Nord e Sud, la forbice esistente fra la qualità del patrimonio edilizio delle diverse aree del Paese.

I Comuni del sud e delle isole, infatti, pur avendo un patrimonio edilizio relativamente più giovane delle regioni del nord, dichiarano maggiori necessità di interventi di manutenzione urgenti, circa un 52% degli edifici al sud e circa un 53% nelle isole, a fronte delle esigenze delle regioni del nord e del centro, che sono intorno al 26%.

Altri dati estremamente indicativi della qualità del patrimonio edilizio sono quelli relativi agli edifici nati come abitazioni che ospitano scuole - 10,41% nelle isole (intorno al 20% nella sola Sicilia) - e quelli degli edifici in affitto - 9,67% nelle isole (più del 18% nella sola Sicilia) - a fronte di una media nazionale che contiene entrambi i fenomeni intorno ad una percentuale inferiore al 6%.

11/03/2011 9.23